Una nuova prova di evacuazione

Ancora una volta in Azienda abbiamo messo in piedi la “pantomima” della prova di evacuazione.
La chiamo “pantomima” perché la trovo davvero poco utile.
Il motivo è presto detto: sappiamo esattamente giorno e ora della evacuazione, per cui ognuno di noi è “pronto” all’uscita, senza mancanza di sorpresa. Da anni ci dicono che faremo una prova senza preavviso, ma non è mai accaduto.

Non basta.
Infatti, sapendo esattamente giorno ed ora della evacuazione, i colleghi con handicap (auditivo o motorio) sono messi anticipatamente nelle condizioni di uscire nel modo a loro più favorevole, cosa che ovviamente non capiterebbe in caso di effettiva emergenza.

Dunque, molto bene il fatto di ripetere le procedure e seguire le vie di fuga, molto meno bene il fatto di essere già preparati a farlo.

Nonostante tutto 2-3 colleghi sono riusciti ad uscire dall’ufficio fuori tempo massimo, e dunque a livello di esercitazione il responsabile li ha considerati “deceduti”.

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50 risposte a Una nuova prova di evacuazione

  1. Vittorio ha detto:

    potreste indire il minuto di silenzio per i colleghi deceduti durante la prova di evacuazione
    le abbiamo fatte anche noi e alla fine si sono risolte in un intervallo di un quarto d’ora.
    però è anche vero che dopo qualche prova il percorso di fuga lo si memorizza

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  2. Serve comunque per memorizzare le cose da fare, per agevolare gli automatismi.

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  3. Daniela ha detto:

    effettivamente quando una fuga è programmata la si affronta diversamente da un momento di improvviso panico in urgenza…però una ripassatina ogni tanto non nuoce

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  4. Daniela ha detto:

    ehm…era fuga…porco tastierino 😀

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  5. LaMela777 ha detto:

    Io sono una che potrei sbagliare la prova anche con preavviso. Detto questo, per me già siete fortunati a fare comunque le simulazioni anche se annunciate. Lavoro dal lontano 2001 e non ne ho mai fatta una, e si che ne ho cambiati di posti lavorativi.

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  6. silvia ha detto:

    E’ così ovunque e concordo sul fatto che fatte così non servono a niente!

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  7. In vent’anni di operaiato avrò fatto meno di una decina di prove di evacuazione. Purtroppo é ritenuto opportuno avvisare tutti con largo anticipo, perlomeno dando un’indicazione di massima (intorno alle undici, dopo mezzogiorno ecc.) per evitare i problemi, visto che farsi male durante l’evacuazione é a tutti gli effetti un infortunio sul lavoro e come tale bisogna trattarlo.

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  8. Paola Bortolani ha detto:

    Succedeva anche a me, e tutti tranquilli uscivamo chiacchierando, ben sapendo che, in caso di vera evacuazione, sarebbe stato molto diverso

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  9. fulvialuna1 ha detto:

    O davvero! Che senso ha con il preavviso?

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  10. 😀 😀 te pensa che lavoro in una scuola e non abbiamo mai fatto una prova…l’unica volta che eravamo pronti non suonava l’allarme, da allora sono passati anni ed il campanello nessuno è stato in grado di ripristinarlo…..siamo in Italia…e speriamo ci vada tutto bene

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  11. Neogrigio ha detto:

    Hai ragione, ma forse è meglio di niente e Cmq l’ufficio tecnico in caso di disastro ha le spalle coperte

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  12. vincenza63 ha detto:

    Andrea, io mi occupavo di sicurezza sul lavoro e importavo e vendevo DPI. Ti assicuro che i protocolli per effettuare queste prove sono ridicoli.
    Perfino nell’azienda per cui lavoravo si rideva…

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