Amici ieri, amici oggi

A volte ho l’impressione che gli amici che avevo io decenni fa siano diversi dagli “amici” che le nuove generazioni hanno oggi.

Parlo per me: i miei amici erano ragazzi del mio quartiere, di cui conoscevo la famiglia, con cui ho condiviso mille giochi e mille esperienze.
E la mia famiglia, e quella dei miei amici, si conoscevano a loro volta.

Temo che gli “amici” di oggi siano semplice conoscenze incontrate in rete, gruppi con cui si condivide qualche bel momento di socialità, ma non si tratti di amicizie vere e profonde.
Per cui alla prima occasione viene fuori la vera anima di chi è amico solo per i “like” che ci si scambia, e non per l’affetto che ci lega.


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41 risposte a Amici ieri, amici oggi

  1. Vittorio ha detto:

    essere amici implica tante cose: empatia, sincerità, disponibilità, comprensione…
    se tali qualità superano il mezzo tecnologico o i like allora va tutto bene.
    io la vedo all’opposto: oggi si sente meno la necessità di avere amici

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  2. Non c’e dubbio che le due categorie siano diverse.

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Sì.
      Io vedo i “social” come un modo per avere una identità virtuale, non come una vera forma di socializzazione.
      Che socializzazione possiamo mai avere se rimaniamo chiusi in casa a scambiarci i “like” sulle nostre foto?

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  3. Evaporata ha detto:

    Più che altro, oggi, esistono più categorie di conoscenze.

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  4. Raffa ha detto:

    Sai che ho la stessa impressione riguardo alle mie figlie? Non sarà la nostra generazione che esagera?

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  5. non saprei dirti, i ragazzi che studiano in conservatorio li vedo ben affiatati nelle amicizie , forse perchè hanno uno scopo in comune……..
    Il bello qui sono gli amori……un bel giorno vedi Tizia che si bacia con Caio, ma una settimana fa Tizia stava con Sempronio…..e poi quella stava con Caio, poi con Sempronio ed ora con Tizio, ma nel mezzo ha avuto anche la storia con il bulgaro che ha conosciuto all’erasmus e se lo era portato a studiare qua…….ohhh ops mi gira la testa

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  6. low profile ha detto:

    A noi serviva il contatto, gli occhi di quando ci si parlava: questo è diventato non indispensabile…non è un bene la superficialità, perché siamo tutti un po’ più soli.
    Io, senza amici non riuscirei a stare!🥂

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  7. Non saprei, tu avendo un figlio giovane puoi probabilmente avere un’idea della situazione meglio di me. In generale penso che l’amicizia cambi con l’età, nel senso che da giovanissimi, all’inizio dell’adolescenza, c’è bisogno di amicizie molto forti e sincere, con cui scambiare ogni confidenza, poi col tempo, da adulti, si cerca di più qualcuno con cui semplicemente si passa bene il tempo, vuoi per interessi comuni, vuoi per simili percorsi di vita… Non si cerca più quella confidenza totale, ma più la condivisione di bel tempo insieme. Col tempo anche così si crea affiatamento.

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Io vedo, anche parlando con i colleghi, che i ragazzi si scambiano 10mila “vocali”, si messaggiano, si scambiano info sui social… ma in effetti non si vedono quasi mai.
      Non per colpa loro, ma semplicemente perché mancano le occasioni e gli spazi di aggregazione.
      Solo che in questo modo, a mio parere, non si sviluppano le amicizie “profonde”, quelle per cui si condividono momenti ed esperienze, in cui davvero ci si aiuta.
      Almeno io la vedo così.

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  8. silvia ha detto:

    Dipende tutto da noi, come sempre.

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Il problema è che ai miei tempi le amicizie nascevano per strada, in patronato, nel campo di pallone. Ci si vedeva, si litigava, si faceva pace, ci si organizzava per la sera o per il weekend, ma il contatto era diretto. Di questo credo abbia bisogno una amicizia, non di “vocali” fatti su WhatsApp, di Like su FB, e di mille messaggini. Quelli sono un addendum.

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  9. Ehipenny ha detto:

    Appartengo alla generazione che hai descritto, e posso dirti che in parte forse è così, ma non in tutti i casi. Le amicizie “come ai vecchi tempi” esistono ancora, sono più rare, ed è più difficile che le famiglie si conoscano appieno, ma con la mia migliore amica abbiamo fatto cene di famiglia più volte. Poi penso che si capisca col tempo chi rimane e chi invece sparisce alla prima occasione

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Mi fa piacere il tuo punto di vista, tu ci tieni molto alle amicizie e lo hai dimostrato 1000 volte in ciò che scrivi.
      Ma, da quanto capisco, a te piace il contatto con le persone, ed infatti parli spesso di ritrovi, o comunque di condivisione fisica di momenti con le persone che conosci.
      Temo che non sempre sia così, che si vivano le amicizie “a distanza”, che sono simpatiche, ma creano legami molto deboli.

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  10. marisasalabelle ha detto:

    I miei amici sono amici in carne e ossa, persone che conosco fin da quando ero giovane e che vedo, più o meno spesso; ho anche interazioni virtuali, tramite il blog o Facebook, tuttavia, anche se interessanti, non sono per me delle vere e proprie amicizie. Però devo dire che grazie ai social ho approfondito alcune relazioni che sono diventate delle amicizie importanti. Affinché questo avvenga, però, bisogna creare uno scambio privato, non limitarsi a quello che avviene sulle piattaforme, come ad esempio questo mio commento qui sul tuo blog: ed è importante anche, a un certo punto, conoscere l’amica o amico di tastiera anche di persona. Perché noi siamo delle persone fisiche, alla fine.

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Sottoscrivo ogni tua singola parola.
      Anche per questo motivo la mia speranza, qui nel blog, è quella di sviluppare conoscenze e possibilmente qualche amicizia. Mi sento in privato con qualcuno, con qualcun altro mi sono conosciuto di persona. E’ la cosa più bella del blog.

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  11. La Grazia ha detto:

    Ecco per l’appunto amico Andrea kikko di like litighiamo un’altra volta che ho mangiato la pinsa romana e mi sa che mi azzera un mese di detox

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  12. Neogrigio ha detto:

    Pensavo a questo proprio ieri sera. Ero ad un compleanno, quasi tutti italiani con una cmq buona percentuale di ragazze polacche. Mi sn fermato a riflettere della bella amicizia nata tra noi, conosciuti non in rete ma x caso, condividendo la stessa situazione di emigrati. Io un po’ più grandetto, ma tra alcuni di loro ho notato un’affiatamento profondo, che forse è difficile avere in Italia tra persone di diverse regioni.

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  13. fulvialuna1 ha detto:

    Condivido il tuo pensiero. Ad esempio mia figlia ha 2 amiche vere, una è figlia di una mia amica, l’altra vive a Perugia, quindi si vedono 4/5 volte l’anno. Le altre potrei definirle conoscenze.

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  14. Paola Bortolani ha detto:

    ogni generazione ha il suo presente

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  15. Pingback: Riflessioni sull’amicizia – da un post di Non sono ipocondriaco | Ilmondodelleparole

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