Potere d’acquisto

Guardate bene questo grafico.
I dati sono stati elaborati da Eurostat, che è l’Ufficio Statistico dell’Unione Europea che raccoglie ed elabora dati provenienti dagli Stati membri dell’Unione Europea a fini statistici.

[per la cronaca io sono laureato in Statistica]

Sono dati terribilmente veri: nel periodo 2008-2017 il “reddito reale” delle famiglie italiane è diminuito in media dell’8,7%
Siamo tra gli ultimi in Europa, peggio di noi hanno fatto solo la Grecia (a causa della gravissima crisi economica interna) e Cipro (dilaniata da una divisione interna che non facilita la crescita economica).

Torniamo a noi.
Questa perdita di potere d’acquisto significa che, nonostante la crescita degli stipendi, l’inflazione è cresciuta molto di più, di fatto rendendo la classe media sempre più povera.

La colpa viene da lontano: decenni di malgoverno (destra, sinistra, centro), sindacati prostrati di fronte al potere degli industriali.
Cronica mancanza di riforme strutturali, carenza di investimenti pubblici e una oppressione fiscale che solo i ciechi non vedono.
L’IVA che fino a pochi anni fa era al 19%, ora è al 22%. O no? E non incide sulle nostre tasche?
Ed ora va anche peggio, data la recente impennata del costo delle fonti di energia, e la conseguente crescita del costo dei beni alimentari.

Le più penalizzate come al solito sono le nuove generazioni.
Come cazzo fanno i nostri figli a costruirsi un futuro se il primo contratto di assunzione è come “stagista” a 400 Euro al mese? E poi se ti va bene ti assumono come “apprendista” con uno stipendio comunque ridicolo ed offensivo, dove il solo a trarne vantaggio è il datore di lavoro?
Non è un controsenso? I contratti di lavoro sembra che siano un “favore” nei confronti di chi cerca lavoro, e di fatto guadagno e risparmio finiscono solo nelle tasche dei datori di lavoro.

Governi tecnici, governi politici, coalizioni, destra, sinistra.
Nessuno che faccia qualcosa per evitare che si cada nel baratro, siamo una barca senza remi che si avvicina alla cascata, e tutti fanno finta di nulla.
Abbiamo una classe politica e dirigenziale pessima, io non ne posso più.

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53 risposte a Potere d’acquisto

  1. Vittorio ha detto:

    nell mia azienda fino a pochi anni fa assumevano i neolaureati tramite due anni di stage e contratto da apprendista.
    terminati i due anni l’azienda decideva se proporre l’assunzione a tempo determinato oppure chiuderla lì.

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  2. parolealvapore ha detto:

    A me viene da vomitare!

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  3. gaberricci ha detto:

    L’industria italiana non ha mai voluto investire in ricerca e si trova tremendamente indietro rispetto a quella del resto del mondo (e questo è uno dei motivi per cui il “sistema Italia” ha puntato così tanto sul turismo, trasformando ampie zone d’Italia in parchi giochi per danarosi stranieri… che poi sono gli unici stranieri che vogliamo). Nonostante questo, gli imprenditori italiani continuano a pretendere i loro lauti guadagni: e l’unico modo che hanno per farlo è tenere basso il costo del lavoro, per altro mettendo i lavoratori gli uni contro gli altri, cosa in cui sono grandemente aiutati dalle leggi volute dal governo Berlusconi agitando il cadavere di Marco Biagi e mai più cambiate da nessuno.

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  4. valy71 ha detto:

    Indubbiamente è tutto assai preoccupante!

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  5. Aggiungerei l’enorme evasione fiscale, che e’ un furto a tutti gli effetti…

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  6. Daniela ha detto:

    da un mese in città si scende in piazza al sabato per manifestare pro pace, per carità più che legittimo farlo, ma quando c’è da salvaguardare il lavoro e la dignità della vita delle generazioni attuali e future è assenteismo totale. questo mi fa pensare che molti non capiscono una beata cippa del disastro economico che stiamo vivendo, che non è una crisi momentanea, è un decadimento strutturale e ci porterà allo sfacelo! concordo con Paola, mi viene da vomitare

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  7. Ti racconto un piccolo aneddoto, io fui assunta al mio primo impiego “importante” con contratto di apprendistato. Passato un po’ di tempo, comunque meno di un anno, feci notare al titolare che non lavoravo secondo quanto previsto dal contratto da apprendista, e mi riassunse a tempo indeterminato.

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  8. Leonardo ha detto:

    Penso che per risolvere certe situazioni siano necessari progetti con visione nel medio-lungo periodo.
    Cioè spendere soldi oggi e vedere i risultati tra 10 anni.

    Perché mai un politico dovrebbe farlo?
    Perderebbe consenso e non riceverebbe i meriti.
    Meglio mettere una toppa oggi (visibile, evidente e chiara) che iniziare a tessere un nuovo maglione che sarà pronto un domani.

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  9. silvia ha detto:

    La situazione non è di certo buona e questo da tempo, i motivi per arrabbiarsi sono tanti e validissimi, ma se vogliamo vedere la situazione tramite tabelle allora guardiamo questa che è più aggiornata e che, dato importantissimo, indica anche il costo della vita:
    https://it.numbeo.com/qualit%C3%A0-della-vita/graduatoria-per-nazione?region=150&title=2022
    Come altro esempio posso portare il mio, perché è certo, sono andata in pensione dopo 40 anni anni e 3 mesi di lavoro effettivo, perché non ho riscattato nulla, quindi era tutto lavoro, e ci ho rimesso, rispetto allo stipendio € 250,00 circa al mese, non mi dovrei arrabbiare in quanto trovo che sia totalmente ingiusto! Certo, ma ora dirò una cosa farà incazzare molti e me ne diranno di tutti i colori già lo so: penso che non basti dire No a questo No a quell’altro e dire che è tutto uno schifo, ma tenendo presente la situazione globale, crisi, guerra ecc. bisogna anche trovare una soluzione.
    Ecco io la soluzione non ce l’ho e non la vedo all’orizzonte purtroppo, come si suol dire la coperta è corta.

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  10. wwayne ha detto:

    In realtà Di Maio (politico che peraltro non stimo) ha cercato di ridurre il precariato con il cosiddetto decreto dignità, che impediva di assumere un lavoratore a tempo determinato per più di una volta. L’obiettivo era fare in modo che, una volta scaduto il contratto a tempo determinato, al lavoratore venisse offerto il cosiddetto posto fisso; il risultato è stato che, una volta scaduto il contratto a tempo determinato, il lavoratore veniva messo alla porta e sostituito con un altro precario. Anche se aveva lavorato benissimo.

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  11. Evaporata ha detto:

    Abito in una località turistica ormai in decadenza ma, da sempre, alcuni imprenditori locali (bar, gelateria, alberghi, discoteche) offrono lavoro ai giovani, li tengono per il periodo di prova e poi li lanciano. Negli ultimi anni è diventata la prassi abituale.

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  12. Evaporata ha detto:

    La pressione fiscale su stipendi fissi e pensioni, ridurrà in povertà la classe medio-bassa. L’evasione fiscale (quella grossa) c’è, ma non viene combattuta perché fa comodo alla calsse dirigente. Questo una grande parte del popolo non lo capisce.

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  13. luisa zambrotta ha detto:

    Sono dati impressionanti, Ce ne siamo resi conto tutti, ma visti in quella tabella diventano ancor più tragicamente negativi

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  14. Speranza ha detto:

    Ci sono soluzioni che si possono attuare?
    Perché non le mettono in pratica?

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Non credo sia per nulla facile.
      A mio parere la prima mossa sarebbe adeguare i contratti nazionali dei lavoratori al REALE costo della vita.
      Poi bisogna fare qualcosa per i giovani: basta contratti a progetto, stagisti, apprendisti e compagnia: contratto di prova per 6 mesi, e poi se vai bene sei automaticamente assunto, a stipendio pieno.
      E così via.

      Peccato che industriali e piccoli imprenditori non vogliano tutto ciò. E la politica ascolta loro.

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  15. vittynablog ha detto:

    Se penso ai signori stipendi che si prendono i politici con tutte le agevolazioni che seguono….mi viene il voltastomaco!!!!!

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  16. alicespiga82 ha detto:

    Uno dei primi post che ho scritto sul mio blog (anche se allora aveva un nome diverso, ma sempre mio blog era) è questo: https://alicespigablog.wordpress.com/2013/03/28/fanculo-il-divano/
    Sembra fare il controcanto al tuo…

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  17. Paola Bortolani ha detto:

    ci sarebbe da scrivere un volume

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