La “mancia differita”

Con mio figlio ho adottato una nuova tattica, per renderlo meno indolente nei confronti di noi genitori.
Si tratta della “mancia differita”, che fino ad ora sta portando buoni frutti.

La tecnica è la seguente:
“Caro figlio, noi andiamo via per 3 giorni. Ora, noi desideriamo che tu mantenga in ordine e pulita la casa, dia da mangiare e da bere al gatto Clash pulendogli la lettiera, chiami il nonno per salutarlo, torni a casa presto se esci dopo cena, e ci mandi dei messaggi per dirci come va. Chiaro? Mancia differita di 20 Euro. Se non fai quanto richiesto niente mancia”.

Ora so già cosa pensate: sono attività “normali” che andrebbero fatte comunque, anche senza mancia.
Avete perfettamente ragione.
Ma mio figlio è, nonostante i 20 anni, parecchio disubbidiente o – meglio – poco responsabilizzato nella attività domestiche. Per cui piuttosto che lasciargli la mancia “prima” (che poi lui usa per farsi comperarsi un paio di pizze), gliela lascio “dopo” sulla base di quanto lui si è comportato nel modo richiesto.
Sta a lui meritarsela oppure no.

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51 risposte a La “mancia differita”

  1. Daniela ha detto:

    direi che è un ottimo sistema, del resto un servizio è retribuito a operazioni svolte, altrimenti si batterebbe abbondantemente la fiacca 😀

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  2. Vittorio ha detto:

    potresti adottare la filosofia del “soddisfatto o rimborsato”
    paghi prima con l’opzione del farti restituire i soldi se non ha rispettato le consegne
    oppure il listino prezzi:
    lettiera clasch 2 euro
    telefonata al nonno 4 euro
    e così via

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  3. wwayne ha detto:

    Quando capitava a me di rimanere in casa da solo per qualche giorno, dover tenere pulita la casa mi costava una fatica immensa. E mi pesava anche cucinare, infatti ordinavo quasi sempre una pizza a domicilio. Adesso che abito da solo invece cerco di tenere pulita la casa il più possibile, e sono disposto a perdere anche ore intere dietro alla cucina. Per dirti, ieri sera ci ho messo 2 ore per preparare un pollo arrosto con patate: mezz’ora per pelare e affettare le patate, un’altra mezz’ora per disporre i pezzi di patate nella teglia in maniera tale che non si sovrapponessero l’uno con l’altro (perché altrimenti i pezzi rimasti sotto non cuociono), un’ora per la cottura in forno. E questo lavoraccio non me lo sono sobbarcato una volta sola: faccio il pollo arrosto con patate almeno una volta a settimana da 2 mesi a questa parte. Ne vale la pena però, perché lo faccio seguendo alla lettera la ricetta di mia nonna, e quindi viene buonissimo. Solo ieri sera è venuto un po’ peggio del solito, perché le patate erano insipide: forse non le ho salate abbastanza.

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  4. emozioniamatita ha detto:

    Se funziona….

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  5. Enri1968 ha detto:

    Addotto la stessa tecnica

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  6. Raffa ha detto:

    Mi sembra un buon sistema per responsabilizzare un figlio. Sul fatto che torni presto la sera quando non ci siete, ho qualche dubbio… Siamo stati tutti ragazzi 🙂

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  7. Cooking Dona ha detto:

    Ciao Andrea,
    Finalmente riesco a tornare a leggere il tuo blog!! Spero tutto bene!!
    Ottimo sistema, lo stesso metodo lo uso con mia figlia di 4 anni… però non sempre funziona!! 😅

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  8. Bergontieleonora ha detto:

    Mi sembra un buon metodo, 👍.

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  9. non è male di tuo figlio, mi sà che i giovani d’oggi di ambo i sessi siano così, quindi condivido il tuo metodo 😉

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  10. 2010fugadapolis ha detto:

    In linea generale, il pagamento ad opera conclusa funziona sempre.
    Diciamo che io userei più il sistema di acconto e poi saldo a fine lavori, che dà ottimi risultati: il “percipiente” inizia contento con qualche soldino in tasca e la prospettiva di beccarne ancora di più alla fine lo porta avanti dritto per la strada pattuita. Nell’ esempio, lascerei 5 euri subito e ne darei 15 al ritorno (se tutto ok). Addirittura se è andata proprio bene, mi sbilancerei con un “extra” e senza dirlo prima chiuderei a 25 totali.
    Mi permetto di sorridere un po’ (ma solo un po’ e scusandomi con te in anticipo) pensando al fatto che io – ma penso anche tu – a 20 anni stavo già fuori casa, ma mi sa che i tempi sono cambiati davvero…

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    • Kikkakonekka ha detto:

      Io sono uscito di casa a 30 anni. Prima mi sono laureato, e poi ho iniziato a lavorare mettendo via 2 soldini.
      Buona l’idea dell’acconto, ma il vero risultato positivo sarebbe quello che lui capisca che certe cose vanno fatte anche senza incentivo economico.

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  11. labisbetika ha detto:

    I miei figli sono ancora troppo piccoli, ma comincio a prendere spunto da chi li ha già più grandi. Impara l’arte e mettila da parte, dicono. 😉

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  12. Paola Bortolani ha detto:

    Tutto è lecito in guerra e in amore … e con i figli adolescenti (che ormai lo sono fino a 20 anni e oltre)

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