Sogni e realtà

Se vuoi che i tuoi sogni si avverino, devi innanzitutto svegliarti.

Pubblicato in blog life | Contrassegnato , , | 34 commenti

Saturday Pop. “Un Disco Per l’Estate 1994”. Glam con Pete Burns: “Sex Drive”. Pet Shop Boys: “Go West / Liberation”.

Una serata di musica con una lunga serie di canzoni tra le mie preferite.
Una serata di musica presentata da Claudio Cecchetto con la partecipazione dei miei cantanti preferiti in assoluto.
Una serata di musica trasmessa da Riccione in prima serata su Rai 1 in “Eurovisione”.
Una serata di musica imperdibile.
Peccato però che io me la sia persa.
Ma partiamo dall’inizio.

Chi mi segue, sa ormai perfettamente che:
– sono un fanatico di musica e di dischi
– sono stato follemente innamorato (musicalmente) del cantante Pete Burns e del suo gruppo, i “Dead or Alive”
– letteralmente adoro i Pet Shop Boys, mio gruppo musicale preferito in assoluto, di cui ho una collezione di dischi interminabile

Ebbene quella sera vennero trasmesse moltissime canzoni che mi piacevano. C’erano i Blur con “Boys & Girls”, Corona con “The Rhythm of the Night”, Jovanotti con “Serenata Rap”, i Roxette con “Sleeping in my car”, e molti altri ancora.
Ma soprattutto c’erano sia Pete Burns che i Pet Shop Boys.
Eppure io mi persi la serata, che avendolo saputo mi sarei videoregistrato e riguardato 100 volte.
Uscii con gli amici, forse c’era una tipa che mi piaceva cui facevo il filo, non ricordo. Fatto sta che tornato a casa mi resi conto di essermi perso una serata di musica davvero unica.

I “Dead or Alive” avevano avuto un calo di successo, la formazione originale si era sciolta, e non c’erano avvisaglie di un loro ritorno discografico imminente. Il cantante Pete Burns, tuttavia, venne incluso in un progetto musicale chiamato “Glam”, che proponeva la stessa musica “dance” e “hi-nrg” che contraddistingueva la produzione discografica dei “Dead or Alive”.
La canzone con la quale si presentarono ad “Un Disco Per l’Estate 1994” fu “Sexdrive”, che ebbe un successo in Italia davvero incredibile, e che davvero avrebbe spopolato, nel giro di poche settimane, in ogni discoteca.
Il ritorno di Pete Burns sul palco fu davvero incredibile e per certi versi sconvolgente.
Da questo look con il quale era divenuto famoso:

Si passò a questo look, a mio avviso fantastico (immagini prese dalla TV e quindi di bassa risoluzione):



Poco carina la battuta di Cecchetto: “lui è proprio Pete Burns, non sua sorella”.

La collaborazione tra Pete Burns ed i Glam durò lo spazio di questa canzone, lasciando comunque il segno per una della canzoni da discoteca più ballate di tutti gli anni ’90.

Poco dopo entrarono in scena i “miei” Pet Shop Boys, che stavano promuovendo il loro nuovo album “Very”, primo in classifica nel Regno Unito.
Cantarono addirittura 2 canzoni, la più celebre “Go West”, cover di un vecchio brano dei Village People, e Liberation, più lenta e con un arrangiamento delizioso.
Tra l’altro i Pet Shop Boys sfoggiarono anch’essi un look tutto nuovo, completamente vestiti di bianco, con tunica e fez in testa.

Immagine a bassa risoluzione presa dalla TV:

Una serata che, avendolo saputo, non mi sarei mai voluto perdere.
Ma che invece mi sono perso.

Pubblicato in saturday pop | Contrassegnato , , , , , , | 12 commenti

I rintocchi

L’epigrafe, come un pugno nello stomaco, ti annuncia che il barista dell’unico bar del tuo quartiere, tra l’altro padre di un tuo vecchio amico d’infanzia, è improvvisamente morto.
Uno di quei personaggi, come il medico del paese, o il giornalaio, o il farmacista, o la cartolaia, che te li immagini sempre al loro posto, immuni ai mali della vita.
Ed invece la campana arriva a suonare anche per loro, rendendo più povera tutta la comunità.

Pubblicato in blog life | Contrassegnato | 23 commenti

Il famelico Elvis

Quando viene scoperta una nuova forma di essere vivente mai vista prima, si aprono due problemi, uno di natura scientifica ed uno di natura più legato alla fantasia.

Il problema di natura scientifica riguarda la corretta classificazione dell’essere vivente scoperto. Mediante il sistema legato alla “filogenesi” si determina per esso la corretta collocazione nel contesto famiglia/genere/specie.

L’aspetto “fantasioso” è invece legato al nome da assegnare alla forma di vita appena scoperta.
Talvolta il nome deriva da quello dello scopritore, altre volte viene assegnato per somiglianze con altri esseri viventi, talvolta il nome viene dato come “dedica” a personaggi famosi.
E’ il caso di questo strano verme acquatico scoperto recentemente (maggio 2020) nelle acque della California.

Questo verme è stato classificato nel genere “Peinaleopolynoe” (dal greco “peinaleos”, che significa “affamato”) per il fatto che vive in ambienti ricchi di sostanze nutritive, come per esempio nei fondali marini dove si depositano le carcasse delle balene morte.

Trattandosi tuttavia di una specie del tutto nuova, i biologi marini hanno anche dovuto inventarne un nome.
Le squame luccicanti e dal colore cangiante che ricoprono il corpo di questo verme hanno ricordato loro gli abiti di scena, luccicanti e pieni di lustrini, indossati da Elvis Presley durante la sua carriera.
Ecco dunque come questo nuovo verme sia stato battezzato “Peinaleopolynoe Elvisi”, traducibile in italiano più o meno come “Elvis affamato”.


Elvis Presley coloratissimo durante un concerto

Tramite il confronto del materiale genetico, dopo il “Peinaleopolynoe Elvisi” sono stati identificati altri 3 tipi di nuovi vermi “Peinaleopolynoe”:
“Peinaleopolynoe Goffrediae” (anch’esso scoperto nelle acque californiane), “Peinaleopolynoe Orphanae” (Messico) e “Peinaleopolynoe Mineoi” (Costa Rica).

I ricercatori si stanno ancora chiedendo come mai questi vermi si siano dotati di colori così vivaci, dato che vivono nei fondali marini privi di luce, anche perché con questa colorazione possono diventare più facilmente individuabili da parte dei predatori.

Pubblicato in blog life | Contrassegnato , , | 22 commenti

K! e… la palestra

Non sono mai stato palestrato, e nemmeno troppo sportivo.
E’ vero: giocavo a calcio con buone capacità, ma a livello fisico sono sempre stato poco “prestante”.
Il mio rapporto di amore/odio con la palestra si può suddividere in 4 tappe.

Tappa #1: la palestra scolastica

Ero negato nel fare le capriole, nel salire la pertica, nell’arrampicarmi sulla fune, nel fare qualsiasi esercizio di forza.
Un po’ meglio negli esercizi di agilità.
Molto bene invece nelle attività sportive.
Ogni tanto il prof ci faceva giocare a calcio (ero bravino, ala sinistra), ma me la cavavo bene anche nella pallavolo: nonostante la bassa statura (170 cm) sapevo buttarmi ovunque e recuperavo i palloni più impensabili.
E mi divertivo.

Tappa #2: la palestra dei pesi

All’età di 18 anni decisi che era il momento di “irrobustirmi” un po’, anche per apparire un po’ più “figo” agli occhi delle ragazze.
I risultati furono abbastanza buoni, andavo in palestra a far pesi insieme ad alcuni amici, e ci divertivamo parecchio.
L’intento di irrobustirmi un po’ riuscì abbastanza bene, e di lì a poco anche con le ragazze sarebbe iniziato ad andar meglio.
Ma non fu merito della palestra, quanto della mia capacità di vincere la timidezza.

Tappa #3: la palestra col collega

All’età di circa 26 anni, complice una “pausa pranzo” lunga senza motivo, decisi con il collega Alex di sfruttare il tempo per fare un po’ di attività sportiva.
Borsa in spalla, 2 volte alla settimana frequentavamo la palestra a poca distanza dall’ufficio.
Più che altro ci servì come svago, ma anche come divertimento perché con Alex sono sempre stato affiatato.
Molto bene anche il fatto che, durante le nostre sedute, si svolgessero le lezioni di aerobica, frequentate da numerose giovani donne.

Tappa #4: la palestra di quartiere

Giunto all’età di 45 anni, decisi che fosse giunto il momento di rimettermi un po’ in moto, non tanto per fare muscoli, quanto per rimanere un po’ in forma e magari smaltire quei 3 Kg di troppo che mi facevano compagnia da troppo tempo.
E quale occasione migliore se non la “ginnastica di quartiere” dedicata a persone di mezza età?
Il primo anno ci andai con mille motivazioni, sentendomi davvero meglio.
Il secondo anno invece iniziò a manifestarsi una infiammazione ad entrambi i femori, in seguito valutata come “trocanterite”, che mi obbligò alla sospensione dell’attività ginnica e ad un lungo periodo di terapie.

Da allora niente più palestre.


“No, non ci torno in palestra. Inutile che insistiate”

Pubblicato in blog life | Contrassegnato , | 26 commenti

La nuova pizzeria

La domenica sera siamo soliti, in famiglia, prendere la pizza “da asporto” presso una delle pizzerie del quartiere.
In effetti, pur essendo un quartiere piccolo, esistono nel raggio di 500 metri ben 3 pizzerie, una che fa solo da asporto, e due che hanno anche il servizio al tavolo.

La “nostra” pizzeria da asporto ha cambiato proprietario qualche mese fa.
Il periodo Covid non ha facilitato l’apertura per il nuovo proprietario, e nel frattempo noi abbiamo iniziato a rivolgerci presso una delle altre due pizzerie.
Ora, tuttavia, i lavori di risistemazione del locale sono terminati, la pizzeria da asporto ha riaperto, e domenica scorsa sono andato per la prima volta da loro.

Assomiglia sempre ad un test, la prima volta che sperimenti il cambio gestione di un locale: la pizza sarà buona come prima? Ed i prezzi? E saranno puntuali con gli orari da asporto?
La nuova pizzeria presenta un listino con i prezzi tutto sommato simili a quelli della precedente gestione, ma il problema è un altro.
Ho prenotato (e pagato anticipatamente) tre pizze richiedendo che fossero pronte per le 19:30, ed alle 20:15 ero ancora lì ad attendere.
Non ero ovviamente l’unico. Altri clienti si trovavano lì spazientiti in attesa, ed era evidente che il pizzaiolo (uno solo!) non riuscisse a stare dietro alle ordinazioni.
La signorina al bancone continuava a scusarsi con i clienti, ma alcuni di essi si sono arrabbiati per la lunga attesa non preventivata.
Una signora è andata su tutte le furie perché era lì da un’ora e non era ancora stata servita, un altro tipo se n’è andato via dopo aver ordinato (ma non aveva ancora pagato), altri 2 clienti hanno alzato la voce pretendendo di avere indietro i soldi.
Brutte scene.

Io in effetti alla fine, anche se con 45 minuti di ritardo, ho ricevuto le mie pizze, ma d’altra parte le avevo prenotate e pagate in anticipo, mentre gli altri clienti le avevano ordinate solamente una volta giunti in pizzeria, venendo messi “in coda”.
Per giunta le nostre 3 pizze non erano cotte bene: probabilmente il pizzaiolo aveva iniziato a cucinarle per un minor tempo per accelerare i tempi di consegna.
Errori su errori.

La precedente gestione, in 10 anni, non mi aveva mai fatto attendere così tanto. I ritardi al massimo potevano essere di 5-10 minuti, dovuti ad ordinativi superiori alla media, ma in genere erano organizzati benissimo. Questo anche perché i pizzaioli erano 2, cosicché mentre uno preparava, l’altro infornava e poi seguiva la cottura, per poi scambiarsi il ruolo mano a mano che proseguivano le ordinazioni. Inoltre c’era, oltre alla ragazza alla cassa, una quarta persona che preparava i salumi da affettare e “montava” le scatole porta-pizza.
In questa nuova gestione, invece, le persone sono solo 2: un pizzaiolo, ed una ragazza fac-totum, la quale riceve gli ordini dai clienti (sia in loco che via telefono), poi si assenta per tagliare i salumi, poi si assenta di nuovo per preparare gli scatoloni, e poi torna per consegnarti le pizze.
Pessima organizzazione davvero.
Dovrebbero essere almeno in 3, per fare bene il lavoro.

E per giunta la pizza era poco cotta e per nulla buona.
Grossa delusione, è stata la prima ed ultima volta, non ci tornerò mai più.

Pubblicato in blog life | Contrassegnato , , | 39 commenti

Neologismi

Perché non creare nuovi termini per rinnovare un po’ il nostro vocabolario?
Perché non inventare nuove parole per modernizzare la nostra parlata?

Ecco un paio di “neologismi” per i quali chiedo la vostra opinione:

Balbeggiare

verbo intransitivo
rimanere con poche esitanti parole di fronte alla bellezza del sorgere del sole

Petardone

sostantivo
persona che compie errori a ripetizione, spesso grossolani, di qualunque natura; individuo approssimativo ed incapace
esempio: “sei una petardona, non hai ancora imparato a parcheggiare”

Pubblicato in blog life | Contrassegnato , , | 24 commenti

Il rispetto delle leggi

Ogni legge va rispettata, anche se non siamo d’accordo con essa.

Leggi statali, ma anche regolamenti condominiali e scolastici, codici come quello della strada, ma anche tutte quelle regole non scritte ma che si ritengono utili in determinati ambiti. A volte basterebbe anche solo essere persone educate.

Questo rispetto per le leggi di ogni tipo dobbiamo innanzitutto impararlo noi stessi, ed in secondo luogo dobbiamo insegnarlo ai nostri figli.

Se così non fosse, ognuno di noi potrebbe trovare una legge od una regola con la quale non è d’accordo, e ritenersi legittimato a trasgredirla.

Pubblicato in blog life | Contrassegnato , | 43 commenti

Saturday Pop. Matia Bazar: “Ti Sento”

Una delle canzoni più iconiche degli anni ’80.
I Matia Bazar pubblicano nel 1985 l’album “Melanchólia” preceduto dal singolo “Souvenir”, un vero gioiello di pop sofisticato, brano che venne presentato al Festival di Sanremo di quell’anno.
Il secondo singolo fu “Ti Sento”, il cui testo fu scritto da Aldo Stellita, e la musica da Carlo Marrale e Sergio Cossu.
Ma fu la straordinaria voce di Antonella Ruggiero a rendere il pezzo davvero unico.

“Ti Sento” arrivò direttamente al 1° posto della classifica, ma il suo successo non si limitò ai confini nazionali, arrivando al 1° posto in Belgio, al 2° nei Paesi Bassi e all’11° in Germania.
Il grande successo ottenuto portò i Matia Bazar a reincidere il brano sia in inglese, con il titolo “I Feel You” e testo di Sandy Marton, sia in spagnolo, con il titolo “Te Siento” e testo di Carlos Ramón.

Negli anni, il successo di “Ti Sento” non è diminuito. Oltre a numerose cover, la versione in inglese “I Feel You” venne scelta nel 2005 da Chris Lowe, tastierista del gruppo inglese dei Pet Shop Boys, tra le canzoni per lui più rappresentative dello scenario pop/dance europeo degli ultimi decenni, includendo il brano nella raccolta “Back To Mine”.

Qualche anno dopo, nel 2009, il gruppo tedesco di musica techno “Scooter” ne realizzò una versione ad alto potenziale energetico, chiamando a cantarla proprio Antonella Ruggiero, che ben si prestò a questa fusione di generi. Il brano degli “Scooter” arrivò in Germania alla posizione #10.

Matia Bazar
Ti Sento
7″
Anno: 1986
Casa discografica: Ariston Music
Numero di catalogo: AR / 00969

A Ti Sento
B Fiumi Di Parole

Matia Bazar
I Feel You
12″
Anno: 1986
Casa discografica: Ariston Music
Numero di catalogo: ARX / 16040

A I Feel You
B Ti Sento

Matia Bazar
Te Siento
7″
Anno: 1986
Casa discografica: Ariola
Numero di catalogo: A-107 812

A Te Siento
B Fiumi Di Parole

Scooter
Ti Sento
CD Singolo
Anno: 2009
Casa discografica: Sheffield Tunes
Numero di catalogo: 0201195STU

1 Ti Sento (Radio Edit)
2 Ti Sento (V.I.P. Room Club Mix)
3 Ti Sento (Extended Mix)
4 Ti Sento (Lissat & Voltaxx Remix Edit)
5 Scarborough Reloaded

 

Pubblicato in saturday pop | Contrassegnato , , , , | 31 commenti

Doyle’s Delight (la “Delizia di Doyle”)

Arthur Conan Doyle nel suo libro “Il mondo perduto” scrive ad un certo punto:
“Dev’esserci qualcosa di selvaggio e meraviglioso in un paese come questo, e noi lo scopriremo!”
(“There must be something wild and wonderful in a country such as this, and we’re the men to find it out!”)

Ne “Il mondo perduto”, di ambientazione preistorica, Doyle descrive il territorio dicendo che aveva enormi palme tondeggianti, con tronchi avvolti da verdi manti erbosi di felci e muschi, con chiome frondose che mantengono il suolo umido e la foresta in un crepuscolo perenne.
Tutte queste caratteristiche le ritroviamo nel Belize, piccolo stato del Centro America, la cui vetta più alta(*) (benché solo di 1124 metri) è stata raggiunta da una spedizione internazionale di ecologisti solo nel 2008, dopo una settimana di difficile escursione attraverso una foresta intricata all’inverosimile.

Tale montagna, ancora priva di nome fino ad allora, venne battezzata “Doyle’s Delight” proprio per la somiglianza tra le descrizioni presenti ne “Il mondo perduto” e la foresta attraversata dalla spedizione per raggiungere la vetta.
Tale nome venne piano piano accettato dalla comunità scientifica internazionale, nonostante il tentativo di modificarlo il “Kaan Witz” (“Montagna del Cielo” nella lingua degli antichi Maya).

(*) Fino a pochi anni fa si riteneva che la cima più alta del Belize fosse “Victoria Peak” alta 1120 metri, perché si riteneva che “Doyle’s Delight” fosse più bassa. La recente misurazione del “Doyle’s Delight”, tuttavia, ha fatto segnare l’altitudine di 1124 metri, rendendola di fatto più alta del “Victoria Peak”


Pubblicato in geografia | Contrassegnato , , , , , | 14 commenti