Saturday Pop. Dan Hartman con Loleatta Holloway / Take That con Lulu: “Relight My Fire”

“Relight My Fire” è la classica canzone che ha vissuto una seconda giovinezza.
Nel 1979 arrivò in cima alle classifiche “dance” americane con le voci di Dan Hartman (che ne era anche l’autore) e di Loleatta Holloway, la quale cantava la parte del ritornello. “Relight My Fire” rimase al 1° posto negli USA per ben 6 settimane.
A livello musicale Dan Hartman si avvalse del contributo degli “MFSB” (“Mother Father Sister Brother”), vera e propria orchestra composta da oltre 50 elementi che produceva disco music. La versione da discoteca, ribattezzata “Vertigo / Relight My Fire” dura circa 10 minuti ed include un intro (chiamato appunto “Vertigo”) che veniva usato in discoteca come “prologo” prima dell’inizio della canzone.

Dan Hartman con Loleatta Holloway
Relight My Fire
12″
Anno: 1979
Casa discografica: Blue Sky
Numero di catalogo: 12.8104

A Relight My Fire
B Vertigo / Relight My Fire

La seconda giovinezza di “Relight My Fire” arriva 14 anni dopo.
Siamo nel 1993, ed il gruppo inglese dei Take That si trova all’apice del successo.
All’interno del loro 2° album, intitolato “Everything Changes”, troviamo dunque la loro reinterpretazione del brano di Dan Hartman, ma al posto di Loleatta Holloway troviamo come “seconda voce” quella di Lulu, cantante scozzese che ebbe un buon successo di vendite negli anni ’60 e ’70 (nel 1967 il suo brano “To Sir With Love” rimase al 1° posto negli USA per 5 settimane).
Il duetto Take That / Lulu ebbe un successo straordinario: la loro versione di “Relight My Fire” toccò i vertici delle classifiche di tutta Europa, arrivando al 1° posto in UK, rappresentando per Lulu la prima volta ai vertici della classifica inglese.
Per i Take That il 1° posto nella classifica inglese diventerà invece una abitudine: ad oggi sono ben 12 i loro singoli ad averlo raggiunto.

Take That con Lulu
Relight My Fire
CD singolo
Anno: 1993
Casa discografica: RCA
Numero di catalogo: 74321167722

1 Relight My Fire (Radio Version)
2 Relight My Fire (Full Length Version)
3 Relight My Fire (Late Night Mix)
4 Relight My Fire (All Night Mix)
5 Relight My Fire (Night Beats)

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Trasgressione

Io credo che la voglia di trasgressione sia insita in ognuno di noi, solo che la maggior parte delle persona la reprime per vari motivi: etici, morali, religiosi o anche semplicemente perché “cosa penserebbero di me?”

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L’ultimo colloquio

Per i genitori con figli in età scolare, uno dei peggiori incubi è rappresentato dai colloqui con le maestre ed i professori.

Sono appuntamenti che eviteremmo volentieri, specialmente se il figlio o la classe manifestano problemi di valutazione o di comportamento.
Alle Elementari gli incontri con le maestre sono sempre andati abbastanza bene, a parte quando in 4° elementare alcuni suoi compagni – ancora non si sa per quale motivo, ma in fondo erano solo dei bambini – gli ruppero lo zainetto prendendolo a calci durante la ricreazione, salvo poi mentire dicendo di non essere stati loro.
Lì mi incavolai parecchio, non tanto per il danno economico, quanto per lo stato d’animo del figlio che si sentì abbastanza turbato per l’accaduto.
Le Elementari passarono, e ci trovammo alle Medie.

Gli incontri con i professori delle Medie si rivelarono molto differenti rispetto a quelli con le maestre.
Innanzitutto tutti i docenti, tranne quelli di “Lettere”, avevano più classi da seguire e di conseguenza molti più colloqui da sostenere.
Io ed MDM (Mia Dolce Metà), a meno di problemi davvero seri nel rendimento scolastico del figlio, non abbiamo mai chiesto appuntamenti durante gli orari di ricevimento, ma abbiamo sempre usufruito degli incontri di fine quadrimestre cumulativi con tutti i docenti.
Si trattava di veri e propri assembramenti, male organizzati, dove ci si trovava a sgomitare tra genitori per poter accedere ai brevi colloqui con i professori.
Ho un ricordo molto negativo di quegli incontri, che davvero mi sfinivano nonostante il figlio a scuola andasse bene ed i voti fossero sempre molto buoni.

Ho spesso incontrato alle medie genitori molto maleducati:
– c’era chi “teneva il posto” per altri genitori, di fatto facendo saltare la fila all’ultimo arrivato che magari nel frattempo aveva già fatto altri colloqui tenendo a sua volta il posto per qualcun altro
– c’era chi mentiva dicendo di “essere arrivato prima lui/lei” ma di essersi solo assentato un attimo, e con arroganza pretendeva il posto (salvo poi scoprire che si era assentato per fare un altro colloquio con qualcuno che gli teneva il posto)
– c’era infine chi, con il figlio problematico (per voti o per comportamento) faceva durare il proprio colloquio a dismisura facendo perdere la pazienza a tutti gli altri. In questi casi era ovvio che il genitore in questione dovesse chiedere un appuntamento in altro orario ed in altra data, per permettere ai restanti genitori una più veloce gestione dei colloqui individuali
I miei colloqui alle medie sono sempre durati mediamente 3-4 minuti, perché il figlio fortunatamente andava bene.

Passiamo alle superiori.

Nei primi 2 anni si sono manifestati alcuni problemi scolastici: le prime insufficienze, i primi richiami (con tanto di “sequestro dello smartphone” perché usato senza averne chiesto il permesso).
In questi casi i colloqui li ho avuti sempre con appuntamenti personali, e devo dire che l’incontro con i professori è sempre stato cordiale e costruttivo, con l’obiettivo di aiutare il figlio a migliorarsi.
I restanti colloqui – per le materie dove andava bene (praticamente tutte tranne una) – vennero sempre fatti durante gli incontri “generali”, ma la scuola superiore, ben attrezzata, organizzava i colloqui mediante prenotazione on-line, per cui non ci sono mai stati dubbi su “chi veniva prima e chi dopo” e sugli orari dei colloqui stessi.
Mai più stress, per fortuna.

Il figlio in 3° e 4° superiore non ha mai più avuto alcun problema di rendimento o relazionale, con voti sempre molto alti e molta soddisfazione per lui, per noi genitori ed anche per i docenti. I colloqui scolastici sono proseguiti durante i “ricevimenti cumulativi”, sempre organizzati alla perfezione mediante registrazione on-line.

Poi è arrivato il Covid, i colloqui sono diventati “a distanza” mediante piattaforma “Zoom”, ed hanno anche un po’ perso il loro carattere di “sacralità” per veri motivi:
– ultimo anno di scuola superiore
– nessun problema di valutazione
– incontri di 5 minuti fatti anche da casa o dall’ufficio, senza la necessità di spostamento e di richiesta di “permesso” al datore di lavoro
Da evento “eccezionale”, il colloquio è divenuto una “formalità”.

Un po’ mi mancheranno, questi colloqui.
Era una occasione di confronto, ho sempre avuto un ottimo dialogo con tutti i docenti, e ho sempre provato enorme soddisfazione a sentirmi dire “suo figlio è davvero bravo”.

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Isole Chagos (c’è di mezzo WikiLeaks)

Isole Chagos: si tratta di un piccolo arcipelago composto da alcune decine di isolotti disabitati e da 7 atolli (di cui uno solo abitato).
Situate nell’oceano indiano, queste isole per secoli hanno visto solo la presenza pacifica dei creoli mauriziani, finché ovviamente non si sono messe in mezzo le nazioni europee.

La Francia occupa indebitamente le isole nel XVIII secolo e, nemmeno fossero sue, le ‘vende’ al Regno Unito nel 1810.
Quando nel 1965 queste isole divengono legalmente “Territorio britannico dell’Oceano Indiano” i discendenti dei nativi delle Mauritius vengono cacciati senza troppi complimenti.

Nel 1966, solo un anno dopo, il Regno Unito concede agli USA (ecco, mancavano loro) il diritto di costruire sull’unico atollo abitato (atollo Diego Garcia) una base militare, che ad oggi ospita gli unici abitanti dell’isola.

I nativi mauriziani da allora hanno tentato innumerevoli volte di tornare a vivere sull’atollo, senza riuscirci. Rivoltisi a varie corti internazionali, le loro ragioni sono state prese in considerazione, ma senza mai dare il via libero al loro rientro.
Quando l’Alta corte britannica ha definitivamente decretato la illegitimità del loro forzato allontanamento dall’isola, gli Inglesi hanno trovato un escamotage: hanno reso le Isole Chagos la più grande riserva naturale marina al mondo, di fatto rendendole inviolabili e ponendo la acque circostanti nella impossibilità di essere attraversate.
Fu un misero trucco scoperto anche da WikiLeaks, che pubblicò per intero le conversazioni da cui si capisce che la riserva marina è stata posta in essere solo per bloccare il rientro dei nativi.

Scoperto l’inganno i mauriziani si sono mossi legalmente per far valere le regole stabilite dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare, di fatto contestando le decisioni britanniche.
La riserva marina esiste tuttora, mentre nel frattempo (gennaio 2021) anche il tribunale marittimo dell’ONU ha stabilito che il Regno Unito non ha sovranità sulle Chagos e deve restituirle alle Mauritius.
Speriamo avvenga presto.

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La cura all’ingrasso

Da alcuni mesi io e mio fratello abbiamo messo nostro padre (87enne) in dieta per fargli acquistare un po’ di peso.
Papà vive solo da 5 anni, da quando è mancata mamma.
Abita a solo 2 Km di strada da me e mio fratello, ed in caso di bisogno in 3 minuti siamo da lui.
Non è bello lasciarlo solo, ma lui non si vuole spostare dalla sua casa, e noi non possiamo trasferirci da lui.
Nonostante l’età e qualche acciacco tuttavia lui sta bene: in casa sa fare di tutto, e poi cura il giardino con meticolosità da moltissimi anni.
Il problema maggiore è tuttavia legato alla alimentazione.

A causa della glicemia un po’ alta, già da almeno 1 anno papà si è messo in testa di evitare gli zuccheri di ogni tipo, e nella sua censura sono caduti anche i carboidrati. Non bastasse, si è messo in testa di evitare anche ogni tipo di grassi, non si sa per quale motivo.
Dopo circa 6 mesi di pappette, brodini, cicoria, yogurt e qualche petto di pollo, era evidente che il suo fisico fosse in deperimento.
I consigli da parte mia e di mio fratello sul tornare ad una alimentazione più sana venivano inascoltati, per cui lo abbiamo obbligato ad andare da un dietologo/nutrizionista, e mi sono preso io l’impegno di accompagnarlo ogni volta.

La prima visita fu importantissima: il medico di fatto lo pesò (60 Kg scarsi, papà è alto 168 cm), analizzò alcuni parametri e stilò una dieta ricostituente che tenesse comunque conto di alcuni problemi che ha mio padre (glicemia, diverticolite).
Mio padre ha iniziato a prendere alla lettera i consigli del medico, iniziando a mangiare in modo più vario e consapevole, ed i risultati li stiamo ottenendo.
Senza esagerare nelle dosi e nella frequenza, ora mio padre mangia qualche pastasciutta, un po’ di riso, un pezzettino di formaggio o di mozzarella, un po’ di carne e di pesce, 2 fettine di prosciutto, addirittura un paio di biscotti a fine pasto.
Ora pesa 63 Kg.

Non si tratta solo di peso guadagnato, sta proprio meglio nel guardarlo. Ha una postura più ritta, ha acquisito tonicità muscolare (fa anche ginnastica per anziani 2 volte al giorno, e passeggia molto), ed in generale lo vedo molto meglio.
Ma c’è voluta la prescrizione medica.
Gli stessi consigli, detti dai figli, si dissolvevano nell’aria.


“Maccarone, m’hai provocato e io ti distruggo adesso, maccarone! Io me te magno…!”

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Dieci alla decima. 10 prerogative che renderei obbligatorie per i nostri politici

Il giorno 10 di (quasi) ogni mese, pubblico una personale classifica riguardante argomenti molto differenti tra loro.
Spesso parlo di musica, ma ho parlato anche di sport, di cibo, di vacanze e di quant’altro mi potesse passare per la testa.
Questo mese ho deciso di elencare 10 prerogative che renderei obbligatorie per i nostri politici.
Si tratta dunque di 10 requisiti che a mio parere dovrebbero essere rispettati alla lettera per poter ambire ad un seggio da Onorevole o da Senatore, o per ricoprire qualsiasi carica istituzionale di natura rappresentativa o governativa.
Ecco dunque la mia lista, senza un ordine particolare.

#1 Aver lavorato per almeno 5 anni come lavoratore dipendente o autonomo

Questo è un mio cavallo di battaglia.
A mio avviso i politici dovrebbero portare in Parlamento o al Governo la loro esperienza professionale maturata negli anni.
Purtroppo molti – troppi – politici non hanno MAI lavorato in vita loro, o se l’hanno fatto si tratta di esperienze prive di specificità oppure troppo brevi.
Come può governare e gestire una Nazione di oltre 60 milioni di abitanti chi non ha MAI lavorato in vita sua? Chi non sa cosa sia il sacrificio di alzarsi presto la mattina, di far quadrare le esigenze lavorative con quelle familiari, chi non ha mai assaporato la fatica nell’arco della propria esistenza? (Di Maio, Salvini, e moltissimi altri).

#2 Esame di italiano

Mi sembra il minimo: chi rappresenta l’Italia, deve conoscere la lingua italiana. E deve saperla parlare bene.
Basta dichiarazioni sconclusionate, o supercazzole senza dire nulla, o parlare facendo sempre e solo elenchi (Salvini).
Un politico DEVE parlare in italiano: soggetto-verbo-complemento, uso del congiuntivo, padronanza delle “consecutio temporum” (qui ammetto di star chiedendo molto).

#3 Inglese

Un politico deve conoscere la lingua inglese ALMENO a livello scolastico, ma deve conoscerla bene se svolge ruoli di natura internazionale (Parlamento Europeo, Ministro degli Esteri, etc).
Basta figure di merda come quelle di Renzi.

#4 Conoscenza della Costituzione

E’ ora di smetterla di invocare le elezioni nazionali ogni volta che il proprio partito vince elezioni amministrative locali (provinciali o regionali).
E smetterla di invocare il Capo di Stato come se bastasse la sua volontà per sciogliere il Parlamento ed indire le nuove elezioni.
La Costituzione non lo prevede, tutto qui. Capito Meloni?

#5 Titolo di studio ALMENO superiore

Non voglio apparire cagacazzo, ma a me di farmi governare da gente che ha a mala pena la 3° media non garba affatto (Bellanova).
L’Italia è terra di scienziati, esploratori, scopritori, inventori, poeti, musicisti, artisti… una terra di intelligentoni, che deve essere governato da persone all’altezza, anche a livello scolastico.

#6 Obbligo di mandato

Questa è una delle pochissime pecche della nostra Costituzione, ovvero l’obbligo di mandato per i Parlamentari.
I quali dunque dovrebbero GIURARE di mantenere un comportamento integerrimo nei confronti dei loro elettori, rispettando il loro mandato senza tradire il partito all’interno del quale sono stati eletti.
Basta con gente che passa da destra a sinistra e viceversa con la stessa disinvoltura con cui ci si cambia i calzini.
Se un Parlamentare non condivide più le idee del proprio partito, o per motivi personali non se la sente più di farne parte, si DIMETTE e gli subentra chi nella graduatoria delle ultime elezioni si trovava immediatamente dietro a lui come numero di voti ricevuti.

#7 Esame del QI

Avere un titolo di studio di scuola superiore non garantisce il fatto di possedere un Quoziente di Intelligenza sufficiente.
Un Parlamentare o un Ministro della Repubblica dovrebbe avere la certificazione di possedere un QI ALMENO NORMALE. Non dico dei geni, ma almeno persone dotate di una intelligenza normale.
(non faccio nomi, ma ho il dubbio che molti di loro posseggano un QI non proprio altissimo)

#8 Esame della memoria a breve-medio termine

Oggi dicono “NO al MES”, dopo 2 giorni dicono “Siamo sempre stati favorevoli al MES”
Oggi dicono “NO alle chiusure”, dopo 2 giorni dicono “La salute pubblica va tutelata, chiudiamo subito per riaprire domani”
Oggi dicono “Scuole aperte!”, dopo 2 giorni dicono “Mai stati contrari alla chiusura delle scuole”
E ci sono altri mille esempi di questo genere.
Diciamo che hanno LEGGERMENTE ROTTO GLI ZEBEDEI con queste affermazioni a vanvera che si contraddicono nel giro di giorni, a volte entro la stessa giornata.

#9 Esame di Storia

No, non intendo interrogarli sui Sumeri, sui 7 Re di Roma o sulla Battaglia di Lepanto.
Ma devono avere un’idea ALMENO VAGA di quale sia la storia dell’Italia, dall’Italia dei Comuni ad oggi, per capire i motivi per cui la nostra Italia è così variegata e – per certi versi – così campanilistica.
Le differenze vanno valorizzate, NON combattute.
Cazzo!

#10 Possedere dei princîpi ispiratori

Non può essere che la motivazione per fare carriera politica sia solo “avere una poltrona”, “ricevere lo stipendio da Parlamentare” e “usufruire della immunità Parlamentare”.
A me piace pensare – o sognare? – che i nostri politici siano ispirati da politiche economiche o monetarie, siano ispirati da “liberalismo” o “statalismo” (non sta a me giudicare), abbiano delle IDEE da portare avanti, da realizzare con il sostegno degli altri loro colleghi di partito o di coalizione.
Ed invece…?
Eccoli che vagano al buio, se sono al Governo prendono decisioni con l’obiettivo della “convenienza” e non bene comune, se sono all’Opposizione si “oppongono a priori” anche se si tratta di idee valide e costruttive.
Pagliacci.
Tutti.

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Tornato a correre

Sono tornato a correre dopo ben 2 anni.
In pratica da quando ho compiuto 50 anni non avevo mai indossato le scarpe da footing.
Ma l’attesa è terminata.
Ho sentito dentro di me l’impulso per uscire e farmi una di quelle corsette che fino ad un po’ di tempo fa contribuivano a mantenermi un po’ in forma.

Eccomi pronto: tuta, scarpe, e cuffie con un po’ di musica.
La playlist musicale, necessaria per spronarmi, era composta da brani dei miei artisti preferiti:
Depeche Mode, Pet Shop Boys, The Beloved, Faithless, Dead Or Alive, Lady Gaga, Oasis, Prodigy, FGTH, The Cure, Trouser Enthusiasts.

Non che fossero necessarie tutte queste canzoni: la prima corsetta è durata la bellezza di 15 minuti, quindi circa 4 canzoni.
Avrò percorso 2 Km o poco più, con andatura lenta, eppure mi è sembrato di scalare l’Everest.
Talmente scadente era il mio stato di forma, che una breve corsetta come questa mi ha letteralmente messo KO, ero fisicamente distrutto.

A 51 anni, e dopo 2 anni di inattività, in effetti era il risultato che mi attendevo.
Così come mi attendevo il dolore ai muscoli delle gambe il giorno dopo, seppure molto lieve data la brevità della corsa.

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Saturday Pop. Nick Kamen: “I Promised Myself”

Un amante della musica pop come il sottoscritto non può che avere ottimi ricordi di Nick Kamen e delle sue canzoni.
E’ pur vero che diventò cantante quasi per caso, ma venne sostenuto, specialmente ad inizio carriera, da ottimi collaboratori musicali, musicisti e produttori, sotto la supervisione di Madonna, a quel tempo regina incontrastata del mondo musicale.

I dischi pubblicati, ben 4 album, denotarono da una parte una crescita “artistica” non indifferente (Nick migliorò nel cantare, imparò a suonare, iniziò a scriversi le canzoni), ma dall’altra una decrescita di successo e di vendite.

Di Nick Kamen ho sempre apprezzato 2 aspetti:
– l’onestà artistica: sapeva di non avere doti immense, ma con caparbietà ha cercato sempre di migliorarsi, riuscendoci
– la capacità di ritirarsi dalle scene senza diventare “macchietta” di se stesso: mai gossip, mai paparazzato, mai stupide interviste, mai malinconici “revival”, mai “Grande Fratello VIP”, mai “Ballando con le Stelle”, mai “Isole dei Famosi”, mai ospite in programmi televisivi, mai presenzialista o frequentatore di “salotti”. Mai nulla di nulla. Quanti – in Italia o all’estero – lo avrebbero voluto ospite anche solo per 5 minuti?

Nick, a soli 30 anni, decise semplicemente che era il caso di smettere di fare il cantante, per dedicarsi ad altro. Punto.

La sua canzone che preferisco è senza dubbio “I Promised Myself”, tratta dal suo 3° album “Move Until We Fly”. Un buon successo in Europa, quasi inosservata nella nativa Inghilterra.
Dedico a Nick Kamen, scomparso prematuramente pochi giorni fa all’età di soli 59 anni, proprio alcuni versi di “I Promised Myself”:

“I promised myself
That I’d say a prayer for you
A brand new tomorrow
Where all you wish comes true”

“Ho promesso a me stesso
che avrei detto una preghiera per te
Un nuovo domani
Dove tutto ciò che desideri diventa realtà”

Nick Kamen
I Promised Myself
CD singolo
Anno: 1990
Casa discografica: WEA
Numero di catalogo: YZ 454 CD

1 I Promised Myself
2 You Are
3 Don’t Hold Out
4 Tell Me


Ivor Neville “Nick” Kamen (1962-2021)

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Terminator

A gennaio è andato in pensione il collega B, che ovviamente non è stato sostituito.
Il nostro ufficio CED è diminuito di numero, passando da 4 a 3 elementi: alcune mansioni svolte da B sono rimaste in carico a noi 3, ma la maggior parte delle sue mansioni sono state dirottate ad altre uffici.
B era metodico nei comportamenti, ma terribilmente confusionario e disordinato. Ed io il disordine non lo sopporto.
Mi sono dato una regola: dedicare 10 minuti al giorno ai suoi appunti, alle sue cartelline, ai suoi manuali ed in genere a tutto ciò che è presente nel suo (ex) armadio, al fine di gettare via tutto ciò che non serve più.

E’ una soddisfazione unica: sto buttando via materiale su materiale, del tutto inutile, datato, obsoleto e comunque non utilizzabile.
B accatastava tutto senza motivo, senza gettare mai nulla: il manuale di Office del 2002, gli appunti contabili del 2007, stampe di controllo del 2009, brochure di corsi cui ha assistito nel millennio scorso, e più in generale tutto ciò che di cartaceo gli passava per le mani.
Non solo: si stampava sempre tutte le “circolari” che quotidianamente ci arrivano dalla segreteria, anche quelle che a lui non interessavano (non si sa mai) o cui bastava una lettura a video.

Non tutto il materiale di B è da gettare: mi posso imbattere casualmente su appunti interessanti o addirittura importanti, o su materiale ancora attuale che può essere utile all’ufficio. Per questo motivo non posso buttare via tutto “così com’è”, ma devo controllare cartellina-per-cartellina ed appunto-per-appunto; ci metterò parecchio tempo, ma è per il bene dell’ufficio.

E’ un lavoraccio che mi sono auto-imposto, ma che trovo gratificante. Nel giro di qualche mese – questo è il mio obiettivo – avrò in ufficio un armadio a mia/nostra disposizione, perché di materiale da tenere ce ne sarà (anche se non sarà molto), ed avremo più spazio per tenere in modo ordinato quanto realmente ci serve.

Voi sapete quanto io ci tenga all’ordine.
Ho già fatto buttare via 3 scatoloni (quelli da trasloco di grosse dimensioni) pieni di carta, ed uno scatolone (di medie dimensioni) pieno di plastica.
Mi ci vorranno mesi per smaltire il lavoro.

Mi sento Terminator.

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Quella volta che… il bacio negato

Francesca era bruttina, o quantomeno a me non piaceva affatto.

Attenzione: a me sono sempre piaciute anche le “bruttine” a patto che esprimessero una certa femminilità, dote che purtroppo a Francesca mancava del tutto.

Il problema era che lei, 20enne come me, mi faceva un filo pazzesco, cercando in tutti i modi di attirare la mia attenzione e di starmi vicino.
Gli amici lo sapevano, in parte mi prendevano per il culo in giro e spesso facevano di tutto perché in certe occasioni noi stessimo seduti accanto in modo forzato.
Francesca sapeva che io a mia volta facevo la corte a Chiara (ed alla fine riuscii nell’impresa di mettermi con lei), ma non demordeva.

Una sera gli amici, Alex in particolare, mi fecero un tiro davvero ben riuscito: complice una mia disattenzione, organizzarono il rientro a casa (saranno state le 2 di notte) in modo che io (automunito) dovessi portare a casa Francesca, io e lei soli in macchina.
Beh, fatto sta che lei alla fine non aveva alcuna intenzione di scendere dall’auto, ed iniziò a provarci in tutti i modi. Reclinò anche il sedile, tanto per dire, in modo da indurmi in tentazione. Ma io nulla, nemmeno un bacio.

Mi chiese alla fine, stremata: “cos’ho io che non va?”.

Avrei dovuto dirle la verità?
Credo di sì.

Invece mi persi in un labirinto di scuse, con circonlocuzioni audaci ma senza arrivare al nocciolo. Avrà pure pensato che non mi piacessero le donne.
Alla fine, delusissima e sopraffatta dalla stanchezza, Francesca scese dall’auto offesa per la mia insensibilità nei suoi confronti.
Da quel momento iniziò a salutarmi con fatica standomi alla larga.

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