Istruzione e salario

Oggi i fatti dimostrano che un maggior grado d’istruzione non assicura per nulla un salario più sostanzioso.

E ciò è vergognoso, perché molti ragazzi potrebbero pensare che investire nella cultura possa essere controproducente e una perdita di tempo.
Senza contare che chi si laurea entra nel mondo del lavoro in ritardo, e con gli attuali meccanismi pensionistici di fatto viene penalizzato, sia economicamente che come tempi.
Tra l’altro il riscatto degli anni di laurea dovrebbe essere gratuito, non effettuabile a costi iperbolici.

Una Nazione con la “N” maiuscola non dovrebbe in alcun modo fare che questo accada, ma da noi accade eccome.

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Citazioni musicali. Depeche Mode: “Precious”

Una canzone dedicata ai figli.

“Angels with silver wings
Shouldn’t know suffering
I wish I could take the pain for you”

La mia vita è cambiata radicalmente 2 volte: quando ho iniziato a convivere per poi sposarmi con MDM (Mia Dolce Metà), e quando è nato mio figlio.

La gioia che si prova nel diventare genitori è indescrivibile, il 21 luglio 2002 è stato certamente il giorno più bello della mia vita.
Quando si diventa genitori si entra in simbiosi con il figlio, al punto che il nostro istinto protettivo prende il sopravvento.
Quando i figli si ammalano, quando loro stanno male, stanno male anche i genitori.
E proprio noi genitori siamo i primi a pensare che – potendo – trasferiremmo volentieri ogni malattia ed ogni patimento dai figli a noi.

L’ho pensato anch’io varie volte, quando il figlio stava male. Come quando, alcuni mesi fa, venne ricoverato in ospedale a causa di una pericolosa polmonite. Vederlo stare male faceva stare male anche me.
Volevo io essere al posto suo, con tutto me stesso desideravo solo che lui potesse stare bene.

“Angeli con ali d’argento
Non dovrebbero conoscere la sofferenza
Vorrei poter prendere il tuo dolore”

Dedicato a Pietro, che tra pochi mesi diventa maggiorenne.


Io e Pietro, Zanzibar, 2016

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Lo sfigmomanometro

Si tratta dello strumento, manuale od elettronico, che si utilizza per misurare la pressione arteriosa minima e massima.
Ebbene: l’ho sempre odiato.
O, per meglio dire, me l’ha fatto odiare mio padre.

In casa quand’ero ragazzo ne avevamo uno di quelli manuali e mio padre (che non è medico) lo utilizzava per misurare la pressione a tutta la famiglia laddove si manifestasse un po’ di debolezza o qualche sintomo di malattia.
Ebbene: lui me lo infilava nel braccio, e poi “pompava” l’aria nel manicotto a tal punto da farmi informicolare tutto il braccio, stringendo all’inverosimile e facendomi sempre venire la tachicardia.
All’età di circa 12 anni, mio padre strinse talmente tanto da farmi quasi svenire, e da allora mi sono sempre rifiutato di farmi misurare la pressione, tranne che dal medico.

Accade tuttavia che in seguito al malessere avuto un paio di settimane fa, io ora debba controllarmi la pressione 3 volte al giorno.
Ovviamente non chiamo mio padre, ma utilizzo uno sfigmomanometro elettronico che in modo del tutto automatico misura pressione e pulsazioni senza farmi svenire.
Non dico che mi piaccia farlo, ma almeno non ne ho più la fobia.


Ho esattamente questo modello

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La cantante che ebbe paura del successo

Forse non molti si ricordano di Linn Berggren, ma certamente chi ha seguito la musica degli anni ’90 si ricorda del gruppo svedese degli Ace Of Base.
Linn era la cantante bionda, per capirsi, pure molto carina. La mora era sua sorella, Jenny.

Dopo aver sondato il terreno in madre patria, gli Ace Of Base iniziarono ad avere un successo incredibile in tutta Europa a partire dal 1992, e nel giro di alcuni anni piazzarono ai vertici delle classifiche numerose canzoni in perfetto stile euro-pop, tra cui le famosissime
“All That She Wants”, “Wheel of Fortune”, “The Sign”, “Beautiful Life”, “Life Is a Flower”, e molte altre ancora.
La front-woman del gruppo era proprio Linn: era lei la cantante del gruppo (la sorella Jenny faceva solo i cori), era lei sempre in primo piano, la più intervistata, la più fotografata, la più inquadrata nei video musicali. Abbastanza normale, essendo la prima voce, ed essendo una bella donna (il ché nel mondo della musica pop non guasta mai).
Il primo album, “Happy Nation”, vendette nel mondo oltre 19 milioni di copie, tanto per capire la vastità del successo degli Ace Of Base.
Poi accadde qualcosa. Qualcosa che non è mai stato chiarito definitivamente.

Certo è il fatto che nel 1994 una “fan” irruppe in casa delle sorelle Berggren con un coltello, cercando Linn, la quale tuttavia non era presente in casa. Il fatto tuttavia scosse molto la cantante, ed in lei iniziarono a circolare pensieri strani.
Linn iniziò a disertare alcune sessioni di registrazione del successivo album, intitolato The Bridge.
Venne meno coinvolta nella stesura delle canzoni (Linn era autrice di musica e testi).
Nelle incisioni delle canzoni la prima voce divenne la sorella Jenny, mentre Linn passò ad essere la corista.
Durante le sessioni fotografiche, Linn presenziava malvolentieri, o non vi partecipava affatto.
Nei video musicali iniziò ad essere una “comparsa” e nulla più.
Perfino nelle copertine dei dischi, Linn passò dall’essere il primo piano, ad essere posta in secondo piano, addirittura sfocata o aggiunta con il Paint Shop.


Linn prima (in alto a destra)


Linn dopo (sfocata a sinistra), Jenny in primo piano

Cosa stava accadendo a Linn?
Circolarono parecchie voci, senza alcuna conferma, ma anche senza alcuna smentita.
Si disse che avesse problemi di voce.
Si disse che avesse paura di prendere l’aereo (ben 179 voli per gli Ace Of Base nel solo 1995).
Si disse che non si sentisse più a proprio agio sul palco.
Si disse che volesse avere una carriera solista.
Linn iniziò a disertare gli incontri promozionali, e nelle fotografie non sorrideva proprio più.

Per esempio, nell’interno del libretto che accompagnava l’album “Flowers”, questa è la foto di Jenny

e questa quella di Linn

Durante la registrazione del video “Cruel Summer” Linn lasciò il set piangendo, dicendo di non voler essere filmata. Fu il regista, Nigel Dick ad insistere perché lei apparisse in brevi frammenti.
Nel successivo video “Travel to Romantis” Linn non comparve proprio.

Finalmente in una intervista Linn spiegò la bizzarria di questi suoi comportamenti:
“Non desideravo tutto questo successo, non volevo essere al centro dell’attenzione, e non volevo neppure che tutto ciò durasse a lungo.
Non erano i miei piani, tutto qui. Il successo era davvero troppo, e troppi gli impegni, specialmente in America. E volare in aereo mi terrorizzava.
Andare in tour, fare promozione… mi costava un sacco di energie fisiche e mentali.
Noi dovevamo andare avanti, ma tutto ciò che io desideravo era tornare indietro“.

Linn non lasciò subito gli Ace Of Base, rimanendo nel gruppo ancora per alcuni anni ma con un impegno sempre più ridotto, senza venire forzata a partecipare alle registrazioni, alle promozioni ed ai tour.
Il suo abbandono definitivo della band avvenne solo nel 2007, ma era come se lei se ne fosse andata parecchi anni prima.


Sempre molto bella, ancora oggi. Ed il sorriso è tornato

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Cicli lunari

I miei nonni erano contadini, e le credenze legate ai cicli lunari hanno da sempre determinato le loro scelte riguardo semine, mietiture, raccolte, vendemmie, eccetera.
Il tutto tramandato anche ai miei genitori.

Mio padre ancora oggi (85enne) lega molte attività di orto e giardinaggio alle fasi lunari, pure il momento propizio per tagliarsi i capelli.

Non mi sono mai sognato di confutarlo, perché ritengo giusto che lui ci creda, vero o non vero che sia.

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Saturday Pop: Stock Aitken Waterman

Mike Stock, Matt Aitken, e Pete Waterman sono stati un trio di produttori discografici inglesi che, ottenendo una interminabile sequenza di successi sia in Europa che negli USA, diedero una vera svolta alla musica “pop” degli anni ’80.

Amanti della musica “dance” ed “hi-nrg”, iniziarono la loro collaborazione nel 1984 producendo dischi di minore successo, e di fatto rimettendoci un sacco di soldi a causa di ingenti investimenti per sala di incisione e strumentazioni.
Il loro fallimento appariva inevitabile, quando nel 1985 cambiò tutto.

I Dead Or Alive, capitanati da Pete Burns, desideravano abbandonare il suono rock e “cupo” del loro primo album, e avventurarsi nella dance-elettronica che stava prendendo piede alla metà degli anni ’80. La band si rivolse al trio Stock Aitken Waterman e ne venne fuori “You Spin Me Round (Like a Record)”, che fece il botto arrivando al 1° posto praticamente ovunque.
S/A/W iniziarono ad essere approcciati da altre band e da altri artisti, ed i successi cominciarono a fioccare, uno dietro l’altro.
Bananarama con “Venus”, Kylie Minogue con “I Should Be So Lucky”, Rick Astley con “Never Gonna Give You Up” furono solo alcuni dei grandissimi successi che portavano la firma di S/A/W come produttori e spesso anche come autori.

Il “sound” di S/A/W iniziò ad essere facilmente riconoscibile, spesso associato ad una facile “commercialità” della canzoni da loro prodotte, ma nonostante tutto ogni classifica musicale mondiale degli anni 1985-1989 presentava almeno un brano dove loro ci avessero messo mano.
La loro collaborazione si estese anche ai “remix”, tramite il loro collaboratore di fiducia Phil Harding, e la lista di artisti che si affidarono a loro divenne lunga e prestigiosa: Bananarama, Dead or Alive, Debbie Harry, Donna Summer, Jason Donovan, Kylie Minogue, Mandy Smith, Mel and Kim, Princess, Rick Astley, Samantha Fox, Sigue Sigue Sputnik, Sinitta, Diana Ross, Michael Jackson, Pet Shop Boys, Eighth Wonder, Depeche Mode, Erasure… per citare i più famosi.
Nel frattempo il loro stile musicale si era modificato, di fatto scivolando nel brit-pop e nell’euro-pop, ma sempre mantenendo connotazioni di musica elettronica.
S/A/W, con canzoni da loro scritte e/o prodotte, giunsero al 1° posto della classifica inglese ben 13 volte, e più in generale sono più di 100 le canzoni che ebbero successo in classifica, pur non arrivando al 1° posto.

Il panorama musicale inglese ed europeo cambiò radicalmente alla fine degli anni ’80.
Iniziò a diffondersi la musica house (nelle sue infinite diramazioni, dalla underground alla techno), e la musica di S/A/W iniziò a perdere di appeal.
Il loro “teen-style” cominciò ad essere visto come “datato”, e molti dei loro artisti cominciarono a guardare altrove in chiave artistica, di fatto abbandonando il “trio delle meraviglie” ad un veloce oblio.
L’ultimo 1° posto è del 1990 (Kylie Minogue con “Tears On My Pillow”), ma di fatto già alla fine del 1990, per la prima volta dopo almeno 5 anni, nella classifica inglese non c’era più alcuna canzone che fosse stata scritta, prodotta o remixata da S/A/W.
Nel 1991 Aitken lascia i colleghi e nel 1993 si scioglie anche la partnership tra Stock e Waterman.

Si stima che abbiano venduto in pochi anni più di 40 milioni di dischi guadagnando oltre 60 milioni di sterline (di quegli anni), e ad oggi possono essere considerati senza dubbio tra i più grandi produttori discografici di tutti i tempi.

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Una scelta che non condivido

GPP (queste le sue iniziali) compie tra 2 mesi 82 anni, è ancora abbastanza in forma per la sua età, e per sentirsi “attivo” viene ancora a lavorare, in un ufficio attiguo al mio.
GPP è stato in passato segretario di direzione, è andato in pensione credo almeno 15 anni fa, ma ha chiesto – ed ottenuto – di continuare a svolgere attività aziendali, anche se con un ruolo differente rispetto a prima.

Senza l’obbligo di “timbrare il cartellino”, lui ogni mattina arriva nel suo ufficio verso le 8:30 e lo lascia verso le 17:00, perfettamente operativo. Non dovendo rispondere a nessuno del proprio operato (svolge attività collaterali) il tempo lo impiega anche per leggere il giornale, per dare consulenze gratuite a clienti ed amici (forte della sua esperienza), e in generale per farsi i caxxi suoi.

Lo dico in modo chiaro: a me GPP fa pena.

A me fa pena un 82enne che preferisce stare chiuso in ufficio invece di starsene con i nipoti (ne ha ben 3, le foto sono esposte sulla sua scrivania). Potrebbe portarli a scuola o andarli a prendere, portarli ai giardinetti in estate, fare con loro una passeggiata. Nulla.
A me fa pena un 82enne che dimostra di non avere hobbies al di fuori dell’ambiente lavorativo e che non sa godersi la vita al di fuori delle solite quattro mura.
A me fa pena un 82enne che non si sente in dovere di dedicare il proprio tempo ad attività di stampo sociale, visto che è ancora in forma ed intraprendente.
A me fa pena un 82enne che preferisce andare in ufficio invece di stare a casa con la moglie, o leggere al parco, o fare un puzzle, o pescare al laghetto, o andare in giro in bici, o visitare chiese e musei, o dedicarsi alla fotografia, o imparare a suonare la chitarra, o inventarsi cuoco, o imparare lo spagnolo.

Ci sarà tutto il tempo per rimanere chiusi in un involucro definitivo.
Scegliere di rimanere chiusi in un involucro ancora da vivi, quando si potrebbe vivere in modo differente, a me sembra un insulto alla propria esistenza.


Un 82enne che si diverte molto di più rispetto a GPP

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L’errato concetto di “nuovo decennio”

Non per fare il precisino o il professorino, ma mi hanno davvero dato sui nervi i servizi giornalistici televisivi e gli articoli sul web che parlano del 2020 come dell’inizio del “nuovo decennio”.

Tanto per capirsi: il “decennio” attuale è iniziato il 1° gennaio del 2011 e finirà il 31 dicembre 2020.
Per cui il “nuovo decennio” inizierà l’anno prossimo, il 1° gennaio 2021.

Posso capire se l’errore lo fa “l’italiano medio”, ma non lo tollero da giornalisti o pseudo-tali.

Prendiamo una torta e la dividiamo il 10 fette.
La prima fetta è la fetta “numero uno”.
La torta finisce quando abbiamo terminato anche la fetta “numero dieci”.
La seconda torta inizia con la fetta “numero undici”.
Tutto perché, per chiarirsi, si conta dall’uno al dieci (e NON dallo zero a nove).
Così la decina finisce con lo “zero” finale.
Di conseguenza la decina successiva inizia con l'”uno” finale.

Lo stesso motivo per cui il millennio è iniziato il 1° gennaio 2001, e NON il 1° gennaio 2000.

Ogni 10 anni esce fuori questa ignoranza cosmica, e nessuno che lo faccia notare.

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2020: spero che…

Spero che mio figlio vada bene a scuola, che capisca che le sigarette non gli fanno bene, che l’alternanza scuola-lavoro gli sia utile.
Spero che MDM (Mia Dolce Metà) abbia un anno migliore rispetto a quello appena trascorso.
Spero di poter fare delle vacanze degne di essere ricordate, al momento ho due alternative per la testa (Repubbliche Baltiche oppure in alternativa Danimarca e Svezia).
Spero che mio padre 85enne possa trascorrere un anno sereno.
Spero che Clash non ne combini troppe.
Spero che tutti voi possiate stare bene, con voi stessi e con chi amate.
Buon 2020.


Inizialmente avevo scelto una foto con 4 sexy ragazze seminude che auguravano buon 2020 ammiccando in modo molto sensuale, poi in effetti ho trovato che fosse una immagine un po’ troppo “spinta” per augurare 2020 a tutti voi, per cui ho preferito pubblicare la foto di George, un simpatico canguro che ama mettersi in posa per farsi fotografare.
A suo modo, sexy anche lui

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Il mio 2019: il blog

Da pochi giorni il mio blog ha compiuto 10 anni.
Direi che si tratta di un bel traguardo, raggiunto anche (e specialmente) grazie ai lettori che dedicano alcuni minuti della loro giornata per leggere i miei pensieri. Un grazie a tutti ed in particolare ai lettori “silenziosi” che passano da queste parti in punta dei piedi.
Apprezzo tuttavia lo scambio di opinioni con tutti voi, ed anche se talvolta non si è d’accordo su alcuni argomenti, credo che la discussione possa risultare utile e costruttiva per entrambi.

Spesso bizzarre le “keywords” che hanno portato alcuni utenti a raggiungere questo blog.
Tra esse quest’anno troviamo:

distanza tra capezzoli
giornaletti porno
trans riccione
nudo dal dermatologo
le pippe fanno diventare ciechi
pornografia e religione
aforismi sui trombamici

segno che se si parla di sesso o di organi genitali il lettore è sempre molto attento.

Buon San Silvestro a tutti.


La distanza tra i capezzoli è una misura fondamentale

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