Esito laringoscopia

Ieri mi sono sottoposto alla ennesima laringoscopia. Sono arrivato con un’ora di anticipo nella speranza di entrare prima, ed infatti avevo l’appuntamento alle 10:15 ma sono entrato alle 9:50. La sala d’attesa, come le volte scorse, era più simile ad un mercato di Caracas che ad un ambulatorio ospedaliero. Caos completo, 3 sportelli ma solo uno funzionante ma l’infermiera a volte si alzava per fare le fotocopie e la fila si allungava. Persone in carrozzella, altre sul lettino, uno che vomitava, stranieri senza la minima conoscenza della lingua italiana, umanità varia e curiosamente eterogenea. Tra l’altro c’era l’aria condizionata a livello massimo, e lo sbalzo di temperatura tra fuori e dentro era deleteria per chiunque. La gente che tossiva, secondo me, soffriva semplicemente dell’aria gelida che permeava la stanza.
Per evitare il getto d’aria fredda trovo posto lungo il corridoio, tra l’altro di fronte all’unica rappresentante del genere femminile degno di nota. Una gran bella ragazza che però non mi distoglie dal mio principale interesse: il Brain Trainer (il giornale). Avevo un “Alberi” (è uno dei giochi di logica) di difficoltà esagerata da risolvere prima di venire chiamato. Ero bloccato e non sapevo come continuare, dopodiché ho avuto una intuizione che mi ha permesso di risolvere il gioco alle 9:49. Un minuto dopo venivo chiamato.
Ed eccoci al bivio: mentire e togliersi dalle palle visite e medicine oppure continuare la solita solfa?
Ho detto la verità, però specificando come la mia natura di “stressato” possa essere causa (o concausa) del mio reflusso gastro-esofageo. La visita è proseguita con la solita telecamerina giù per la gola ed il solito senso di vomito e soffocamento. L’esito è stato abbastanza confortante, il reflusso è di modesta entità, ed i farmaci vengono drasticamente ridotti. Via il Lucen, il Riopan per un breve periodo solo prima di coricarsi, e successivamente solo al bisogno. Nessun bisogno di ulteriori visite tranne nel caso di aggravamento dei sintomi.
Sono soddisfatto, ma fino ad un certo punto. Nel senso che, se è pur vero che il reflusso è minimo, c’è da dire che il mio malessere può essere (anzi, lo è quasi certamente) figlio anch’esso del mio stress. Ovvio che ora, assumendo anche il Cipralex (che è anche ansiolitico) la mia situazione sia migliorata. Bisognerà vedere cosa accadrà quando un giorno, spero presto, smetterò di assumere anche il Cipralex.
Alla fine tutto si riconduce alla mia psiche, che ultimamente è un po’ anarchica.

amore_e_psiche.gif
Una fantastica Psiche.
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