Libri inutili: “L’antica arte di mettersi le dita nel naso”

Inauguro oggi una nuova rubrica, a pubblicazione assolutamente casuale come tutte le altre (a parte “Saturday Pop”).
L’ho chiamata “Libri inutili” perché in effetti in essa pubblicherò titoli di libri il cui contenuto non arricchisce minimamente il livello di  cultura del lettore, e magari lo annoia pure. Libri su argomenti inutili e poco interessanti, proprio come quello di oggi.

Questo libro ha un solo voto (tra l’altro pessimo) su Amazon. E’ pur vero che molti di noi quando sanno di non essere notati non perdono occasione di mettersi le dita nel naso (specialmente i maschietti, direi, quantomeno per il fatto di avere le unghie mediamente più corte) ma scriverci addirittura un libro mi sembra davvero esagerato.
Non vi chiedo se ve le mettete anche voi, le dita nel naso.
Ma se volete confessarvi, nei commenti c’è spazio anche per voi.

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Saturday Pop. Girls Aloud: “Can’t Speak French”

Non conoscevo le Girls Aloud, ma questo era addirittura il loro 20° singolo, tutti di successo in madre patria inglese.
Gran parte del merito va riconosciuto ai produttori, gli Xenomania, che hanno avuto per anni il “tocco magico” per ottenere successi da classifica.

Molto particolare il metodo di lavoro degli Xenomania.
Capitanati dallo scontroso Brian Higgins, questa casa di produzione ha sede in una villa del Kent immersa nel verde, rimodernata come sala di incisione multipla con numerose stanze, ognuna dedicata ad un particolare ambito musicale: arrangiamenti, registrazioni sonore, registrazioni vocali, mixaggio, sala testi (questo è davvero incredibile, hanno una sala dedicata alla scrittura dei testi della canzoni), e così via.
Gli avanzamenti nella stesura e produzione di ogni brano vengono sottoposti al giudizio di Higgins e del suo braccio destro Miranda Cooper, che suggeriscono modifiche che poi i vari musicisti, cantanti, arrangiatori seguiranno per il miglioramento della canzone.
Anche artisti musicalmente “avanzati” si rivolgono agli Xenomania, magari non per la stesura dei brani (musica e testi) ma solo per arrangiamenti e mixaggio finale. La lista dei cantanti e gruppi da loro prodotti è lunghissima, così come i successi commerciali ottenuti nell’arco degli anni.

Girls Aloud
Can’t Speak French
CD singolo
anno 2008
Etichetta: Polydor
Codice: 1764167

1 Can’t Speak French (Radio Edit)
2 Je Ne Parle Pas Français
3 Can’t Speak French (Passions Remix)
4 With Every Heartbeat (Radio One Live Lounge)

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Informazione

Mi piace essere informato, tenermi aggiornato riguardo quanto capita nel mondo in ambito politico, economico, sociale. Mi piace leggere di tecnologia e seguo lo sport, il calcio in particolare.
Ma da dove attingo queste informazioni? Quali mezzi utilizzo per rimanere informato?

Per le notizie di cronaca principalmente navigo nel web. Il mio sito preferito è Repubblica, ma a volte leggo anche il Corriere, sempre on line.
In seconda battuta seguo la sera i telegiornali sulle reti nazionali, ma mi piace molto come canale SkyTG24, sempre sul pezzo e con servizi e dirette di qualità.
Per le notizie tecnologiche seguo Zeus News ma anche il bravo Paolo Attivissimo, giornalista informatico e “cacciatore di bufale”.
Per lo sport leggo Calciomercato.com e ogni tanto compero la rosea Gazzetta.
E poi ogni tanto sbircio il caro vecchio Televideo, anche tramite App. Conciso e con le pagine predefinite vado sempre a colpo sicuro per leggere le notizie che maggiormente mi interessano.

E tu, cosa fai per tenerti informata o informato?

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My generation

Durante una passeggiata ho incrociato un anziano signore mio vicino di casa, Antonio di 88 anni. E’ vedovo, ma nonostante l’età ancora in buona forma anche grazie ai Km che macina ogni giorno con lunghe camminate.
Sembrava che Antonio stesse parlando da solo, poi mi sono accorto che stava canticchiando.
Il brano in questione era “La Cammesella“, canzone popolare del 1875 resa famosa anche da Totò nel film “Siamo uomini o caporali” del 1955.

“La Cammesella” è una canzone che, all’epoca, era decisamente audace, perché trattava del lento e civettuolo togliersi i vestiti da parte di una giovane donna appena sposata.
Allora ho pensato alle “mie” canzoni audaci, quelle della “mia” generazione.
I testi audaci di “Erotica” di Madonna (“put your hands all over my body”), di “Come Home With Me Baby” dei Dead Or Alive (“you got the body I want”), di “Not Fair” di Lily Allen (“I spent ages giving head”), ma anche le Spice Girls con “2 Become 1” (“put it on” riferito all’uso del preservativo), e poi Frankie Goes To Hollywood con “Relax”, Britney Spears con “I’m A Slave 4 U”, Rihanna con “Sex With Me” e molte altre.
Come sono cambiate le canzoni che parlano di sesso!
Dalla camicetta da sbottonare per poter dare un bacio sul collo, agli espliciti inviti delle canzoni da me elencate.
Ad ogni generazione le proprie canzoni, io in tutta sincerità preferisco le mie e lascio “La Cammesella” ad Antonio.


“You never make me scream, it’s not fair”

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3 domande a… Donald Trump

OK, ce l’hai fatta, sei arrivato in cima al mondo. Ma come hai fatto?
E’ stata dura. Mio padre mi ha insegnato sin da piccolo che per raggiungere gli obiettivi che ci proponiamo ci vuole lavoro e sacrificio.
Io studiavo Economia all’Università e contemporaneamente lavoravo con lui nella azienda di famiglia. Bisogna sempre rimboccarsi le maniche, e stare attenti che il lavoro non ti venga rubato da sotto il culo dai soliti messicani che entrano come clandestini negli USA e portano disordini sociali e malattie, e a noi tocca difenderci da loro e dai dittatori comunisti come Kim Jong-un che non vedo l’ora di punire in modo esemplare.

Sconcertante. Anche perché non volevo parlare di certi argomenti. Preferirei invece parlare di donne, per le quali ho una certa predilezione.
Diciamo la verità, sei sempre stato circondato da belle donne, e Melania è davvero una gran gnocca.
Credo che le donne siano sempre state attratte dal mio fascino, dalla mia eleganza e dal mio buon gusto. Non credo che il denaro abbia fatto la differenza. Per loro ho sempre avuto pensieri delicati, come quando a quella gran figa di Melania ho regalato un completo intimo
sussurrandole “stanotte ti sventro” strizzandole l’occhio mentre le pizzicavo il culo. Ci vuole classe con le donne, caro il mio Kikkakonekka. Non come quei quattro messicani del cazzo che pensano di conquistare le donne con un paio di baffi ed il sombrero in testa, quando io li sbatterei fuori dagli USA a mazzate e per finire il lavoro andrei in Nord Corea a spaccare il culo a quel pancione schifoso di Kim Jong-un.

Delicatissimo.
Per finire, caro Donald, parliamo di politica. Wikipedia dice che tu sei stato prima Democratico, poi Repubblicano, poi Riformista, poi ancora Democratico, poi Indipendente e per finire ancora Repubblicano. Mi sembra di capire che avresti fatto di tutto pur di venire eletto.
Ho sempre agito per il bene della Nazione anteponendo sempre il bene comune ai miei interessi personali. L’evasione delle tasse è stata un po’ troppo ingigantita dalla stampa che è evidente ce l’abbia con me, e quelle stupidaggini dei fallimenti delle mie aziende servono
solo a far parlare male di me i miei avversari politici. Non è poi vero che io sia razzista e omofobo, d’altronde che colpa ne ho io se esistono i messicani e i recchioni? Non ce l’ho nemmeno con gli handicappati, anche se preferirei venissero tenuti dentro dei centri
specializzati e non portati in giro che poi mi spaventano i bambini.
Quindi, caro Kikkakonekka, teniamo sempre gli occhi aperti per difendere noi stessi, i nostri figli, il nostro futuro, e procediamo uniti senza timori contro i reali nemici della Democrazia, questi milioni di Messicani che non vedono l’ora di entrare negli USA e fare figli con le nostre donne americane, si tenessero le loro brutte basse baffute e ciccione, e a proposito di ciccioni mi viene in mente che dovrei spaccare il culo a quel dittatore coreano che non capisco cosa abbia da ridere, lui e quella sua pettinatura da imbecille.

Parli tu che di pettinatura…
Dicevi?
No, niente. Grazie Donald per il tempo dedicato a questa breve intervista. Saluta Melania. Anche Ivanka, già che ci sei.

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Mutande di lana

In ufficio si gela dal freddo perché una delle due caldaie si è suicidata pochi giorni fa. Ovviamente proprio quella che dovrebbe scaldare il mio ufficio. Il problema è che non basta cambiare un pezzo, bisogna proprio cambiare la caldaia. E qui la strada si fa dura, perché io lavoro in una specie di torre/grattacielo, e il cambio della caldaia è complicatissimo proprio per le dimensioni della caldaia stessa. Basti pensare che per la posa delle attuali caldaie si fece uso, circa 15 anni fa, di un elicottero.

Mi dicono che la caldaia non potrà essere sostituita in tempi brevi, per cui volenti o nolenti io ed altri 50-60 colleghi dovremo combattere il freddo con stufette portate da casa e con abbigliamento siberiano: maglioni pesanti a collo alto, pantaloni in velluto, maglietta della salute di lana, calzettoni grossi, giubbetto.
Sperando di non ammalarsi, il termometro interno segna 15°.


Lo “scalda pisello”: un elegante accessorio che potrebbe rivelarsi utile per noi maschietti

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Omologazione

Cercare una giustificazione per un proprio comportamento è spesso una conseguenza della ricerca di omologazione.
Ci si giustifica se si fanno scelte che gli altri possono sgradire o non capire, proprio perché ormai si è assuefatti da comportamenti e da modi di ragionare stereotipati.
Se uno esce dai binari, per scelta o per colpa, egli deve giustificarsi, perché la scelta non è consona al gruppo.
E così solo chi si comporta in modo prevedibile non avrà mai bisogno di giustificarsi o di scusarsi.

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Pensierini

Ho comperato le uova di quaglia, mangiandole sia sode che all’occhio di bue. Ottime, ma sgusciarle è una seccatura, e ce ne vogliono circa 5-6 per fare un uovo di gallina di dimensioni medie

Davvero si va meglio a lavarsi i denti con lo spazzolino elettrico?

Non ho mai sopportato il pulcino Calimero, troppo sfigato per i miei gusti

Non ricordavo quanto fosse piacevole usare il talco dopo una bella doccia

“Occhio per occhio sessantaquacchio” è una battuta delle scuole elementari che mi porto nella testa da più di 35 anni

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Saturday Pop. Toquinho: “Acquarello”

Se la sento adesso per la radio cambio canale, non mi piace più ascoltarla. A quel tempo non posso dire che ne andassi matto, ma certamente non mi dispiaceva neppure visto che investii parte della paghetta settimanale per prendermi il 45 giri.

Toquinho
Acquarello
7″ italiano
anno 1983
Etichetta: CGD
Codice: 10459

A Acquarello
B La Vita E’ Un’Altra Cosa

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Miao miao miao

MDM (Mia Dolce Metà) mi chiama: davanti a casa ha sentito uno strano miagolio, molto simile a quello tipico di Clash.
Iniziamo a girare furtivamente attorno ad alcuni cespugli, qualcuno sembra riconoscerci e ci chiama: “miao, miao!”.
Del tutto improvvisamente ci troviamo davanti al musetto di Clash.
Si fa catturare facilmente e lo portiamo a casa raggianti. E’ affamato, assetato, molto sporco, stanco e con tanto bisogno di una lettiera. Purtroppo è anche ferito, oltre che sporco. Appena avrò la possibilità lo porterò dal veterinario.

Ho detto al figlio: “il giorno più bello della mia vita è quando sei nato tu, ma quello di oggi è certamente tra i più belli”.

Sì, perché io Clash lo davo spacciato. Troppo freddo il clima notturno per un gattino abituato a riposare su una calda copertina. Troppo difficile procurarsi il cibo per un micio abituato ad avere i camerieri a tavola. Troppo complicato orientarsi per un felino da “interni” abituato solo alle pareti di casa.
Sono felicissimo di essermi sbagliato. Clash da noi è amato e coccolato: lo abbiamo adottato dopo un passato di maltrattamenti, lo abbiamo curato e messo in condizioni di avere una vita “normale”, e dopo la morte prematura di Birillo ci siamo affezionati a lui in modo speciale. Ho anche pregato per lui, forse sono stato ascoltato.

Desidero ringraziare tutti voi per la partecipazione al mio stato di preoccupazione, che mi aveva portato anche a ‘staccarmi’ per questo breve periodo dal blog.

E’ tornato Clash, sono tornato anch’io.

Grazie a tutti.

PS C’è stata una enorme partecipazione a livello di paese e di vicinato, non me lo sarei mai aspettato. Una sorta di mobilitazione per la ricerca del micio attraverso ricerche in “loco” e segnalazioni via Facebook. Fiducia nel prossimo ristabilita

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