Bandiera Rossa

Termina oggi la “Settimana Rossa”, con un “post” al giorno pubblicato in relazione al colore rosso.
In questi giorni ho parlato di geografia (il Mar Rosso), di storia (il Barone Rosso), di musica (“Rosso” di Niccolò Fabi e “Rosso Relativo” di Tiziano Ferro), ed ho pubblicato un racconto (scritto da me) ed una foto (scattata da me) collegabili al colore rosso.
La “Settimana Rossa” termina oggi con un “post” relativo alle “bandiere rosse” sparse per il mondo.

Uno dei regali più graditi che ricevetti da ragazzo, fu una radio con “mangiacassette” che mi permetteva anche di registrare le canzoni che venivano trasmesse.
Si torna agli anni ’70, dove in TV vedevi solo Rai 1 e Rai 2, mentre alla radio potevi sintonizzarti su Radio Rai e su alcune (pochissime) radio private che iniziavano a sorgere proprio in quegli anni.

Il canale radiofonico che amavo maggiormente era “Radio Capodistria” (che si sentiva senza fruscii anche qui a Padova), perché il sabato trasmetteva le “canzoni a richiesta” e la domenica trasmetteva la “Hit Parade” che io mi registravo per poi riascoltarmela per tutta la settimana.
Durante le “canzoni a richiesta”, spesso veniva trasmessa “Bandiera Rossa” che io, ragazzino di 8-12 anni, ascoltavo senza capirne il significato.
“Avanti popolo alla riscossa, bandiera rossa, bandiera rossa” mi sembrava pomposa e ripetitiva e la frase “Evviva il comunismo e la libertà” mi faceva in effetti intuire che questa canzone nascondesse un senso di rivoluzione o di rivendicazione.

A quel tempo era già sorta la mia passione per le bandiere del mondo, rinforzata da un meraviglioso libro che io avevo espressamente richiesto a Babbo Natale qualche anno prima, e non era difficile per me ricondurre la “bandiera rossa” e la voce “comunismo” all’URSS, la cui bandiera in effetti non solo era “rossa” ma conteneva anche i simboli del “comunismo”, così come veniva spiegato del mio “Libro delle bandiere del mondo”.

Un legame con il “rosso” ed il “comunismo” ce l’avevano anche altre bandiere, come per esempio quelle della Cina (dove il rosso rappresenta proprio il comunismo, la stella grande rappresenta il Partito Comunista Cinese e le stelle piccole rappresentano operai, contadini, studenti e soldati)…

…e del Vietnam (dove anche qui il rosso rappresenta il comunismo e la grossa stella gialla rappresenta il Partito Comunista del Vietnam).

Bandiere “rosse” e “comuniste” sono state adottate anche dalla Repubblica Democratica dell’Afghanistan per il breve periodo 1978-1980

dalla Repubblica Popolare del Congo (1969-1991)

e dall’Angola (bandiera ancora in vigore, con l’aggiunta del colore “nero”)

Cina e Vietnam continuano a sventolare la stessa bandiera, mentre l’URSS si è disgregato, con la formazione di alcuni stati indipendenti e di un enorme stato federale, la Federazione Russa.
All’interno della Federazione Russa, i singoli stati federali hanno adottato nuove bandiere, dove il colore rosso compare ancora come richiamo alla antica URSS.
Mancano tuttavia i richiami al “comunismo”, ed i simboli della “falce e martello” persistono solamente nella bandiera dell’Oblast’ di Vladimir

La Transnistria, regione autonoma della Moldavia che si è auto-dichiarata indipendente nel 1990, ha adottato come bandiera ufficiale questa qui sotto rappresentata, con tanto di “rosso comunista”, da “falce e martello” e “stella comunista”, evidenti richiami alla antica bandiera dell’URSS.

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Saturday Pop. Tiziano Ferro: “Rosso Relativo”

Anche la mia consueta rubrica “Saturday Pop” oggi si tinge di rosso, in tema con i post pubblicati nei giorni scorsi.

Dal libro “Trent’anni e una chiacchierata con papà” di Tiziano Ferro:

“Diario. Mercoledì 25 ottobre 2000.
Vado da Mara e Alberto, dormirò da loro a Como e ascolteremo qualche canzone nuova. Ne ho scritto una che mi piace molto: “Rosso Relativo””.

“Diario. Lunedì 13 novembre 2000.
A dicembre andrò una settimana a Padova da Canova per sistemare le canzoni e tentare il tutto per tutto”.

“Diario. Giovedì 11 gennaio 2001.
Sono sul treno per Padova. Sono curioso e contento”.

“Diario. Lunedì 9 luglio 2001.
In partenza per Padova, inizia la lavorazione dell’album”.

“Diario. Venerdì 26 ottobre 2001.
Sono in aereo. Oggi esce il mio primo album, “Rosso Relativo””.

Tiziano Ferro venne notato dai produttori Mara Maionchi e Alberto Salerno durante la sua partecipazione alla “Accademia della Canzone di Sanremo”, e furono loro i primi ad intuire le potenzialità del giovane cantante.
Fu una scelta vincente.

In qualità di produttori esecutivi, Maionchi e Salerno fecero firmare a Tiziano un contratto con la casa discografica EMI, e poi affidarono Tiziano alle mani dell’arrangiatore e tecnico del suono Michele Canova Iorfida (in seguito anche produttore di Tiziano), che aveva lo studio a Padova, la mia città.
Dovete sapere che il “Kaneepa Studio”, dove Canova curava le registrazioni gli arrangiamenti ed i missaggi delle canzoni, si trovava a pochissima distanza sia dal
mio posto di lavoro, sia dal negozio di dischi “Virgin Records” dove lavorava mio fratello.
A dire il vero io nel 2001 non conoscevo né Canova né Ferro (quindi anche li avessi incontrati non avrei saputo chi fossero), ma mio fratello giura che Canova fosse un frequentatore del negozio ma che, in effetti, di Tiziano non ne aveva mai visto neppure l’ombra, dato che alla fine delle sessioni in studio non perdeva tempo e si dirigeva sempre in stazione per prendere il treno e tornare a casa a Latina.

Il 1° album di Tiziano Ferro, dal titolo “Rosso Relativo”, fu dunque registrato a Padova, e fu un esordio col botto.

Il primo singolo fu “Xdono”, arrivò ai primi posti delle classifiche europee, anche grazie al fatto che Ferro ne registrò una versione in inglese, una in francese, una in spagnolo ed una in portoghese.
I singoli successivi (“L’olimpiade”, “Imbranato”, “Rosso Relativo” e “Le Cose Che Non Dici”) ne confermarono la bravura, e l’intero album “Rosso Relativo” ottenne un enorme successo, vendendo nel mondo oltre 2 milioni e mezzo di copie, risultando ancora oggi l’album di Ferro più venduto in assoluto.

Da Latina al successo, passando per Padova.

Tiziano Ferro
Rosso Relativo
CD
Anno: 2001
Casa discografica: EMI
Numero di catalogo: 07243 536554 2 6

1 Le Cose Che Non Dici
2 Rosso Relativo
3 Xdono
4 Imbranato
5 Di Più
6 Mai Nata
7 Primavera Non È +
8 Il Confine
9 Boom Boom
10 L’Olimpiade
11 Soul-Dier
12 Il Bimbo Dentro
13 Ghost Track

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Il Barone Rosso

Oggi il colore rosso lo vediamo in relazione ad un personaggio storico.

E pensare che il più grande mito della aviazione tedesca di tutti i tempi aveva iniziato la carriera militare come ufficiale di ricognizione di cavalleria, ruolo che ricoprì all’inizio della I Guerra Mondiale.
Manfred von Richthofen, nato nel 1892 a Breslavia (Prussia), aveva la vocazione per la carriera militare. Il padre era stato ufficiale di fanteria, il fratello sarebbe diventato anche lui aviatore, e lui sin da giovane entrò nella scuola per cadetti per poi passare alla “Reale Accademia Militare” prussiana.
Fu accolta solo nel maggio del 1915 la sua richiesta di entrare nella Luftstreitkräfte, l’aviazione tedesca, e dopo un breve periodo di addestramento e di ruoli di ricognizione, iniziò i combattimenti aerei ancor prima di sostenere gli esami da pilota.
Conseguì il brevetto alla fine del 1915, ed iniziò la sua carriera come pilota da caccia nella primavera del 1916.

Il suo primo abbattimento, un aereo inglese, avvenne nel settembre del 1916, e fu il primo di una lunga serie.
Nel giro di breve tempo il suo nome divenne famoso in Germania e rispettato e temuto dalle forze nemiche.
Essendo di origini nobili (la famiglia Richthofen deteneva il titolo di “Freiherr”, titolo di nobiltà spesso tradotto come “barone”), ed avendo dipinto di rosso il proprio triplano Fokker Dr.I, Manfred in breve tempo venne soprannominato “Rote Baron”, “Barone Rosso”.


L’aereo originale in una foto in bianco e nero


Ricostruzione dell’aereo del Barone Rosso

Asso dell’aviazione ed eroe nazionale, il Barone Rosso vinse ben 81 combattimenti aerei, oltre ad altre vittorie non conteggiate perché l’aereo abbattuto era precipitato oltre il confine di guerra (se l’aereo abbattuto cadeva in territorio alleato non ne veniva conteggiato l’abbattimento).
Venne ferito alla testa in combattimento il 6 luglio 1917 e fu sottoposto a più operazioni per rimuovere le schegge ossee. Tornò a volare contro i pareri medici, ma interruppe il servizio per alcuni mesi subito dopo.
Si pensa che la ferita avesse causato danni permanenti: in seguito soffriva spesso di nausea e mal di testa post -volo, nonché di un cambiamento di temperamento. Qualcuno azzardò una teoria che collega questa lesione con la sua morte.
Durante i 2 mesi di convalescenza scrisse anche un libro, evidentemente influenzato dalla propaganda militare, ed iniziò a circolare una diceria secondo la quale si temeva che la sua morte sarebbe stata un duro colpo per il morale del popolo tedesco. Per questo motivo gli venne offerto un ruolo a terra, che Manfred ovviamente rifiutò.

L’ultima sua missione lo vide in volo nelle Somme (regione nel nord della Francia) affiancato dal cugino Wolfram von Richthofen, ma durante una manovra difensiva si trovò a volare troppo basso e venne colpito dai proiettili sparati dalla trincee nemiche.
Il suo triplano atterrò intatto (in seguito depredato dai cacciatori di souvenir), ma il Barone Rosso riuscì solo a dire “Kaputt” prima di morire.
Era il 21 Aprile 1918, e Manfred von Richthofen non aveva ancora compiuto 26 anni.


Tomba di famiglia

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Le mie foto. Foto #29: Cinecittà

Siamo arrivati al 4° post di questa settimana dedicata interamente al colore rosso. Nei giorni scorsi ho parlato del “Mar Rosso” (geografia), di “Rosso” (canzone di Niccolò Fabi) ed ho pubblicato un racconto in tema con il colore. Ecco oggi una fotografia che ho scattato alcuni anni fa e che mi sembra adatta alla “Settimana Rossa”.

A volte per spiegare una fotografia non bastano poche parole.
Dovete sapere che io letteralmente adoro Anton Corbijn, fotografo olandese molto attivo anche in ambito musicale avendo curato le copertine per i dischi di decine e decine di artisti tra cui U2, Depeche Mode, REM, Rolling Stones.
I suoi punti di forza sono i primi piani, l’uso del bianco e nero, il contrasto dei colori primari, la sfocatura dell’immagine.
Ecco un paio di scatti che ne identificano lo stile, per chi non lo conoscesse.

Mi sono spesso ispirato a Corbijn nel momento di scattare fotografie particolari, talvolta sorprendendo me stesso per il risultato ottenuto.

Questa foto, scattata a mio figlio Pietro durante una visita agli studi di Cinecittà, è tra le mie preferite in assoluto, perché è uscita *esattamente* come avrei desiderato uscisse.
Primo piano, effetto “blurred”, netto contrasto tra i colori, colore rosso in evidenza.

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Racconti brevi: “Il Vestito Rosso”

Certo che cucinare con la sola luce di alcune candele… comunque ho quasi finito. Manca solo l’antipasto, fra poco preparerò quelle tartine con burro e salmone che a lui sono sempre piaciute tanto.

“Mi raccomando amore. Mi chiami prima di partire, perché sai che non riesco a stare da sola e sono nervosa se non sento la tua voce”

Mmm, senti che profumo la salsa gamberetti e zucchine. Con i tagliolini verrà fuori un primo coi fiocchi.
Ah, dimenticavo, che testa che ho. Il vino! Il ‘Brezza Rosa’ è sempre piaciuto ad entrambi. E’ sul terrazzo, ora lo prendo e lo metto in tavola.

“Pronto cara? Si, ho finito. L’aereo parte alle 17:15 ed in poco meno di un’ora e mezza sono in Italia. Tempo un’altra oretta e sono lì con te. Ci sentiamo, dopo. Ti amo”

OK, le crepes sono pronte. Con le seppioline arroste già ci siamo, per contorno una insalata con un po’ di rucola andrà benissimo.

“Interrompiamo le trasmissioni per una terribile notizia. Un Airbus A320 della Iberia Airlines partito da Barcellona e diretto a Milano è precipitato in mare subito dopo il decollo. Dalle prime notizie giuntaci in redazione sembra non ci siano sopravvissuti. Sul volo circa 80 cittadini italiani…”

Da leccarsi le dita, tutto ottimo. Proprio il menu che ci è sempre piaciuto.
Indosso il vestito rosso della prima volta che abbiamo fatto l’amore, con tacco alto e quelle calze che lo facevano impazzire.
Oggi è il suo compleanno, sarebbero stati 40.
Ma non mi sento sola.
Con la sua foto a farmi compagnia io non sarò mai sola.

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Citazioni musicali. Niccolò Fabi: “Rosso”

La settimana dedicata al colore rosso continua oggi con una citazione musicale per una canzone italiana che mi è sempre piaciuta, musicalmente ma anche per il significato del testo.

“Hai presente quando sogni di morire
per vedere chi verrà al tuo funerale
per capire chi ti ha voluto bene
e chi ti ha voluto male, hai presente?”

Quanti di noi avrebbero curiosità di vedere le reazioni dei nostri amici, parenti e conoscenti dopo la nostra dipartita?
Io sì, lo ammetto.
Ed anzi, mi piacerebbe proprio poter leggere nella mente delle persone che ho conosciuto, per carpire i loro pensieri nei miei confronti.

Non so dare una spiegazione logica a questa mia curiosità, se non il fatto che il mio massimo desiderio è quello di lasciare un buon ricordo a tutti coloro che ho incontrato lungo il cammino.
Molte le persone che ho amato. Cosa avrò lasciato nei loro pensieri? Nei loro cuori?
Magari solo un ricordo debole e lontano, magari indifferenza.

Ed al mio funerale ostenteranno un vestito rosso, senza versare una lacrima.

“Rosso, è un vestito rosso
oggi quello che indossi
per il mio funerale,
bella senza più pensieri
come sei tranquilla
nel giorno del mio funerale”

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Mar Rosso

Ecco il 1° dei 7 “post” che questa settimana dedicherò al colore rosso. L’argomento del giorno è la geografia. Buona lettura.

Alberto Cantino fu un ambasciatore che venne mandato da Ercole I d’Este, duca di Ferrara, a Lisbona per verificare quali fossero state le scoperte geografiche portoghesi degli ultimi anni, in seguito alle loro numerose spedizioni marittime. Eravamo a cavallo tra il XV ed il XVI secolo.

Cantino operava proprio come una spia, dato che come copertura aveva l’incarico di commerciare cavalli.
Dopo alcune missive, datate 1501, in cui Cantino riassume i viaggi e le scoperte operate dai portoghesi nel Nord e nel Sud America, lo stesso Cantino riesce ad entrare in possesso (probabilmente rubandola) di una carta geografica molto grande e dettagliata (6 pergamene per un totale di 220 x 105 cm) di tutto il “mondo” conosciuto fino ad allora.
Si tratta di un’opera di un’importanza storica eccezionale, perché per la prima volta ritrae le coste del Nord e del Sud America, oltre che tutta l’Africa ed il sud dell’Asia fino all’Indocina.

Tra le numerose caratteristiche di questa planigrafia, chiamata da allora “Planisfero di Cantino”, vi è quella di raffigurare per la prima volta il “Mar Rosso” con il colore… rosso.

Già: ma perché il Mar Rosso ha questo nome e questa colorazione?

In effetti già Dante, nel canto XXIV dell’Inferno ed in quello VI del Paradiso, citò prima il “Mar Rosso” e poi il “lito rubro”.
Questo perché, in effetti, nelle acque di questo mare prolifera un’alga, la Trichodesmium erythraeum, che offre una colorazione rosso-bruna alla superficie dell’acqua stessa, il ché ha portato alla definizione di “Mar Rosso”.
Esiste anche un’altra teoria legate al nome di questo mare.
Alcuni studiosi moderni asseriscono che il nome rosso si riferisce alla direzione “sud”, proprio come il nome del Mar Nero può riferirsi a “nord”. La base di questa teoria è che alcune antiche lingue asiatiche usavano “parole colorate” per riferirsi ai punti cardinali. Lo storico greco Erodoto, in effetti, sembra che utilizzasse le definizioni “Mar Rosso” e “Mare del Sud” in modo intercambiabile.

Nell’antichità il “Mar Rosso” venne chiamato anche con altri nomi: “Sinus Arabicus” (“Golfo Arabico”) e “Mare Rubrum” (“Mare Rosso”) in latino, “Mare Eritreo”, “Mare di Clysma” (antica città dell’Egitto), “Mare della Mecca”, “Mare delle canne” (dall’ebraico “Yam Suph”, così come scritto nella Bibbia per descrivere il mare attraversato dal popolo d’Israele per fuggire dall’Egitto), “Erythra Thalassa” (in greco nuovamente “Mar Rosso”).

Il Mar Rosso è uno dei quattro mari chiamati con un colore: gli altri sono il Mar Nero (compreso tra l’Europa, il Caucaso e l’Asia Minore), il Mar Bianco (costa nord-occidentale della Russia vicino alla penisola di Kola) e il Mar Giallo (tra la Cina e la Penisola Coreana).

Volete sapere una cosa buffa?
Gli antichi Egizi lo chiamavano “Mare Verdissimo” per lo splendore delle sue acque.

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La “Settimana Rossa”

Ho deciso di dedicare questa settimana al colore “rosso“, cercando di trovarne una corrispondenza con alcuni degli argomenti che mi stanno maggiormente a cuore e di cui tratto nel “blog” con una certa regolarità.
Per cui parlerò nei prossimi giorni del colore rosso in relazione a storia e geografia, collegandolo ad uno dei miei “racconti brevi”, pubblicando una delle “mie foto”, poi con riferimento ad alcune bandiere del mondo ed infine – non potava mancare – con qualche riferimento musicale.
Spero che possa interessarvi.
A breve il 1° “post” dedicato al colore rosso.

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Egocentrismo

Le persone egocentriche non fanno per me.

Ma in generale stanno sulle palle a tutti, solo che loro non se ne accorgono, perché sono focalizzate solo su loro stesse.

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Saturday Pop. The Beloved: “Hello”

Dopo il primo album del 1987 intitolato “Where It Is”, dominato da sonorità new wave/rock/indie, i Beloved si rinnovano nella formazione passando da 4 a 2 elementi (Jon Marsh: tastiere e voce, Steve Waddington: chitarra) e cambiando completamente stile musicale, deviando verso la house e l’elettronica.
L’album del 1990, “Happiness”, ne testimonia la svolta, con una house che talvolta confluisce nella musica “ambient”, talvolta nella “acid”.

Il singolo di punta per lanciare questo nuovo album è “Hello”, che viene passato in rotazione su MTV e Video Music contribuendo al successo del disco e del gruppo.
“Hello” (Top 20 nel Regno Unito, e posizione #4 negli USA nella classifica “dance”), ha un testo molto particolare, perché in esso vengono elencati una serie di personaggi, reali o immaginari, che rendono di facile memorizzazione la canzone.

Eccone l’elenco:

Peter: San Pietro
Paul: San Paolo
Tommy Cannon & Bobby Ball: duo comico inglese
Little Richard: famosissimo cantante e musicista americano, tra i suoi più grandi successi “Lucille”, “Tutti Frutti” e “Good Golly, Miss Molly”. E’ morto pochi mesi fa
Little Nell: Nell Campbell, conosciuta come “Little Nell”, cantante, attrice e ballerina del “Rocky Horror Picture Show”
Willy Wonka: personaggio de “La fabbrica di cioccolato” di Roald Dahl
William Tell: Guglielmo Tell, eroe svizzero famoso per aver scoccato con l’arco una freccia e colpito una mela posizionata sulla testa di suo figlio
Salman Rushdie: controverso scrittore di origini indiane, famoso per aver scritto “I Versi Satanici” libro che ha decretato la “fatwa” nei suoi confronti e conseguente condanna a morte per blasfemia. E’ ancora vivo
Kym Mazelle: cantante americana
Mork and Mindy: duo comico americano, interpretato da Robin Williams “Mork” e Pam Dawber “Mindy”
Brian Hayes: presentatore radiofonico, noto per la lingua “tagliente” nell’esprimere le proprie opinioni
Barry Humphries: attore comico di origini australiane, noto in UK per aver dato vita ai personaggi fittizi di “Dame Edna Everage” e “Sir Les Patterson”
Paris Grey: cantante del duo di musica elettronica “Inner City”, molto noto tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90
Little Neepsie, Chris and Do: amici di Jon e Steve
Billy Corkhill: personaggio della soap opera “Brookside”, interpretato dall’attore John McArdle
Vince Hilaire: ex giocatore di calcio inglese, nelle squadre del Crystal Palace, Luton Town, Portsmouth, Leeds United, Stoke City ed Exeter City
Freddie Flintstone: personaggio principale dei Flintstones (“Gli Antenati”), marito di Wilma Flintstone
Fred Astaire: famosissimo attore e ballerino americano, memorabili i suoi balletti in coppia con Ginger Rogers
Desmond Tutu: sacerdote sudafricano noto per le sue battaglie contro l’apartheid e per la difesa dei diritti umani
Steve and Claire: Steve Waddington (chitarrista dei Beloved stessi) e la sua compagna
Charlie Parker: famoso saxofonista jazz americano
Charlie Brown: personaggio principale della striscia a fumetti Peanuts, di Charles M. Schulz
Leslie Crowther: presentatore televisivo inglese, specialmente di programmi per ragazzi, famoso per la frase “come on down”
Mary Wilson, Di and Flo: il trio musicale delle “Supremes”, famosissimo negli anni ’60 e ’70, composto da Mary Wilson, Diana Ross (“Di”) e Florence Ballard (“Flo”)
Sir Bufton Tufton: personaggio immaginario creato dalla rivista satirica “Private Eye” noto per la sua avidità, pigrizia, bigottismo e incompetenza
Jean Paul Sartre: filosofo francese, uno dei più importanti rappresentanti dell’esistenzialismo
Zippy and Bungle: personaggi televisivi del programma per bambini “Rainbow”
Jeffrey Archer: autore di programmi televisivi, scrittore e politico inglese
Andre Previn and the LSO: pianista, compositore e direttore d’orchestra di origini tedesche, ha diretto anche la London Symphony Orchestra (“LSO”)

Ecco infine il testo completo di “Hello”:

So welcome to the world, yeah
All you late-comers
Just step onboard
I’m happy, glad you came
So welcome home again!

Sometimes I feel we must be going mad
Hello Peter, hello Paul
Saints and sinners, welcome all
Tommy Cannon, Bobby Ball
Hello, hello, hello, hello

Consider, if you will
This great big question
Unanswered still
Oh, can you spot the difference
That lies between
The colour blue
And the colour green?

Sometimes I feel we must be going mad
Little Richard, Little Nell
Willy Wonka, William Tell
Salman Rushdie, Kym Mazelle
Hello, hello, hello, hello

So welcome to the team
Oh, have you worked it out yet?
Yeah, the riddle, I mean
What’s the answer?
It’s plain to see
Blue is blue and it always will be

Sometimes I feel that the whole world’s going mad
Mork and Mindy, Brian Hayes
Barry Humphries, Paris Grey
Little Neepsie, Chris and Do
Hello, hello, hello, hello…

Billy Corkhill, Vince Hilaire
Freddie Flintstone, Fred Astaire
Desmond Tutu, Steve and Claire
Hello, hello, hello, hello

Charlie Parker, Charlie Brown
Leslie Crowther, come on down
Mary Wilson, Di and Flo
Hello, hello, hello, hello

Sir Bufton Tufton, Jean Paul Sartre
Zippy, Bungle, Jeffrey Archer
Andre Previn and the LSO
Hello, hello, hello, hello

Hello!

The Beloved
Hello
12″
Anno: 1990
Casa discografica: WEA
Numero di catalogo: YZ426T

A Hello (Honky Tonk)
B1 Hello
B2 Hello (Uncle Arthur)

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