“Normalmente non farei questo genere di cose”

“Mi chiedono perché lo faccia
ma come posso spiegarlo?
oggi ho voglia di ballare
e di cantare come cantano gli innamorati
ma normalmente non farei questo genere di cose

Mi chiedono quando è iniziato
dirò che è iniziato quando ti ho incontrata
e da allora mi è venuta voglia di correre
una gara che so che vincerò
anche se normalmente non farei questo genere di cose

La gente dice che sono pazzo
rispondi loro che è vero
lascia che guardino con stupore
i miei nuovi comportamenti
perché in effetti normalmente non farei questo genere di cose

Mi chiedono cosa stia facendo
ma da quando mi sono innamorato
mi viene voglia si spogliarmi
e di ballare nudo “La sagra della primavera” [*]
anche se normalmente non farei questo genere di cose”

[*] Balletto con musica del compositore russo Stravinskij

Quando siamo travolti dall’amore, ci comportiamo in modo strano, facendo cose che normalmente non faremmo.

Parafrasi della canzone “I wouldn’t normally do this kind of thing” dei Pet Shop Boys.

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ONU (random thoughts)

Io sono abbastanza contrario alla presenza di alcuni “Stati Permanenti” all’interno del “Consiglio di sicurezza” delle Nazioni Unite.
Capisco dare importanza a chi abbia vinto la II Guerra Mondiale, ma ormai il mondo da allora è cambiato completamente, sia a livello economico che politico che sociale. Nessuno vuole dimenticare, ma non si può guardare “oltre” e dare rappresentanza, o voce in capitolo, anche alle altre Nazioni?
Se proprio volessimo avere 5 rappresentanze fisse, io ne farei una per la UE, una per l’Africa, una per l’Asia, e 2 per Americhe e Oceania, ma con le Nazioni scelte a rotazione. Stop.
Magari si riuscirebbe a prendere decisioni un po’ più sagge, sia a livello ambientale che politico, senza gli stupidi veti che le Nazioni più “potenti” possono mettere in atto per boicottare le scelte prese dal Consiglio o dalla Assemblea.

Ma poi, diciamocelo, l’ONU ha sempre meno potere, no?
Migranti nel Mediterraneo? Onu assente
Migranti Honduregni? Onu assente
Rohingya? Onu assente
Crimea? Onu assente
Riscaldamento globale? Onu assente
e molti altri esempi.

A mio parere l’ONU andrebbe ripensata in modo radicale.

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Saturday Pop. Bronski Beat: “Smalltown Boy”

Avevo solo 15 anni quando nel 1984 venne pubblicata questa canzone, ed in tutta sincerità devo ammettere che non ne capii per nulla il significato.
Concetti come “omosessualità” e “omofobia” per me, piccolo ragazzino di provincia, erano due concetti assolutamente sconosciuti perché ero ancora giovane, perché non appartenevano al mio mondo ed in generale non se parlava molto, in quegli anni.
Ci sarebbero voluti ancora alcuni (molti, troppi) anni per far sì che l’omosessualità iniziasse ad essere “accettata” e in qualche modo “tutelata”, anche a livello legislativo.

Ma nel frattempo la canzone mi piaceva, la canticchiavo anche pur senza capirne l’intima essenza, ed il ritmo mi portava a ballarla durante le prime “festine” che io e gli amici avevamo iniziato ad organizzare o alle quali partecipavamo.
Poi, nel giro di qualche anno, ho capito meglio la canzone, ho capito il video, e ho assaporato l’intima tristezza che si cela dietro al ritmo trascinante.

Non c’è nulla di peggio che non essere accettati per ciò che si è.

“Parti di mattina e tutto ciò che hai è dentro un piccolo zainetto nero
Solo al binario, con il vento e la pioggia sul tuo volto triste e perso”

“You leave in the morning with everything you own in a little black case
Alone on a platform, the wind and the rain on a sad and lonely face”

Bronski Beat
Smalltown Boy
7″
Anno: 1984
Casa discografica: London Records
Numero di catalogo: 820 091-7

A Smalltown Boy
B Memories

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La fine della “Cassa Integrazione”

Devo ammettere che non stavo poi così male in Cassa Integrazione, anche perché la mia era di forma “leggera”.
Il datore di lavoro aveva deciso, durante il momento peggiore della pandemia, che tutti i dipendenti rimanessero a casa “almeno” 1 giorno alla settimana (come nel mio caso), ma molti colleghi sono stati obbligati a rimanere a casa per più giorni, taluni anche per l’intera settimana.

Nel mio caso, il rimanere a casa 1 giorno solo alla settimana ha portato 2 conseguenze negative: la riduzione dello stipendio (ogni giorno di “non lavoro” è stato retribuito all’80%), e l’accumularsi delle mansioni da svolgere (che non erano diminuite in proporzione).
Ma, tutto sommato, gli aspetti positivi sono stati molti di più.

Il mio giorno di CiG era il martedì. Così il lunedì, solitamente impegnativo, lo vivevo come un “pre-festivo”, sapendo che il giorno dopo sarei rimasto a casa.
La stessa giornata del martedì era da me impegnata in modo molto utile, facendo la spesa e concentrando tutti quei piccoli impegni settimanali che di norma si è costretti a fare terminata la giornata lavorativa: il salto in farmacia, la visita medica, il barbiere, la pulizia del bagno, la visita al cimitero, la passeggiata, la lettura o anche solo il cazzeggio vero e proprio.
I restanti 3 giorni di lavoro settimanali (Mer-Gio-Ven) li vedevo mentalmente come una “settimana breve”, anche per il fatto che il venerdì comunque l’orario di lavoro termina alle 13:00.
Il sabato mattina mi rimaneva molto più libero, non dovendo fare la spesa, e l’ho spesso sfruttato per fare due passi o per andare a trovare mio padre.

Ora la CiG è terminata, il ché tecnicamente è un bene, dato che significa porre la parola “fine” ad uno stato di emergenza lavorativa.
Ma, in tutta sincerità, starmene il martedì a casa non era poi così male.

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Compito di latino #4

Compito di latino

Marziale (poeta romano del I sec. D.C.).
Dai suoi “Epigrammi” tradurre il verso 56 del libro II, e successivamente darne una interpretazione.

Testo.
Gentibus in Libycis uxor tua, Galle, male audit
Immodicae foedo crimine avaritiae.
Sed mera narrantur mendacia: non solet illa
Accipere omnino. Quid solet ergo? Dare.

Traduzione.
Fra le genti libiche, Gallo, tua moglie ha la brutta fama
Di sfrenata e criminale avidità.
Si tratta di mere calunnie: lei non è abituata
A tenere ciò che non è suo. Qual’è dunque la sua abitudine? Dare.

Interpretazione.
Marziale anche in questa occasione gioca con le parole, in particolare con di termini “prendere” e “dare”.
La moglie di Gallo, accusata di bramosia, non è affatto una donna avida che ama tenere le cose per sé.
Al contrario, è una che le “sue cose” ama darle in giro, e le genti libiche lo sanno bene, tant’è che si è fatta una certa fama di donna che sa concedersi bene e di frequente.

[tutto vero]

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Le cose che capitano

“A questo mondo le cose non capitano per caso,
ma quando qualcuno le fa capitare”
James A Garfield (Ex Presidente degli Stati Uniti)

Le parole “casualità” e “causalità” si assomigliano, ma hanno significati opposti.
La “casualità” sottopone gli eventi al “caso”, nel contesto di una dinamica non preventivabile e non spiegabile se non tramite la fatalità.
La “causalità” spiega invece il flusso degli eventi tramite la dinamica causa/effetto, laddove la causa è studiabile misurabile e ripetibile, e l’effetto ne è diretta conseguenza.

Gli ambiti scientifici ovviamente partono da un presupposto di “causalità”: gli eventi sono studiati, capiti, spesso ridotti a formule più o meno complicate. In questo modo l’effetto è atteso e misurabile.
Nelle questioni della quotidianità la “causalità” spesso ci è difficile vedere il nesso causa/effetto. Ma spesso c’è, anche se non lo vediamo.
Come dice l’ex Presidente degli USA citato all’inizio, le cose non capitano per caso.

Non capita per caso che i ghiacciai si stiano sciogliendo.
Non capita per caso che uno vinca la medaglia d’oro alle olimpiadi.
Non capita per caso che una persona ottenga successo nel proprio lavoro dopo anni di studio ed applicazione.
Non capita per caso che una coppia si separi.
Non capita per caso una pandemia.

Fa comodo parlare di “fatalità” e dare la colpa o il merito al “destino” o alla fortuna ed alla sfortuna, ma il destino non è forse vero che lo forgiamo con le nostre mani?
Inutile invidiare il successo altrui, se l’altra persona ha dato anima e corpo per raggiungerlo con merito.
Inutile incolpare gli altri per un evento che era nelle tue mani.
La colpa è solo tua.


James Abram Garfield (1831 – 1881), 20º presidente degli Stati Uniti d’America dal 4 marzo 1881 al 19 settembre 1881

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Attività manuali

Pur essendo privo di talento nelle attività manuali, anch’io cerco di trovare una soluzione fai-da-te ai piccoli/grandi inconvenienti domestici.
L’ultimo della serie è stato lo sciacquone del WC, che perdeva acqua.

Smontato e rimontato (per nulla facile).
Problema risolto.

Dopo 7 giorni il problema si è ripresentato, ed allora ho chiamato l’idraulico.
Problema risolto.

Se non fosse che nuovamente dopo 7 giorni si è ripresentato, ed ora non so davvero cosa fare…

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La “medica”

Ho cambiato medico di base.
Il Dr. Wolf è andato in pensione, e tutta la famiglia ha dovuto trovarsi un nuovo dottore, scelta non facilissima da effettuare.
La scelta del nuovo medico di base, infatti, è stata soggetta ad alcune importanti limitazioni:
– disponibilità del medico
– vicinanza dalla abitazione
– orari compatibili con quelli nostri (sia io che MDM (Mia Dolce Metà) siamo lavoratori dipendenti con orario d’ufficio)

Tutti e 3 questi parametri hanno limitato moltissimo la nostra ricerca, al punto tale che di dottori ne abbiamo trovati solo un paio, che soddisfacessero le nostre esigenze. Ed entrambi non proprio “vicinissimi” a casa nostra.
Non conoscendo direttamente nessuno di questi due medici, la nostra scelta è caduta sulla Dr.ssa Wig, che svolge l’attività presso un ambulatorio di “Medicina Di Gruppo Integrata” (più medici nella stessa struttura).

A livello organizzativo, rispetto al Dr. Wolf il passo in avanti è notevolissimo.
Il caro Dr. Wolf, infatti, era di vecchio stampo: niente segretaria, comunicazioni solo tramite linea telefonica fissa, ricette solo in ambulatorio. No cellulare, no posta elettronica, no messaggi.
La Dr.ssa Wig, invece, ha una organizzazione molto moderna:
– segreteria sempre aperta per prenotazioni di visite e richiesta di farmaci, anche in sua assenza
– contatti tramite linea fissa, cellulare, posta elettronica
– addirittura una app con la quale si possono prenotare i farmaci legati a terapia continuativa, con la possibilità di vedere in tempo reale se la ricetta elettronica è stata elaborata rendendo disponibile il medicinale in farmacia

Per capirsi: io seguo una terapia anti-reflusso, ed ho bisogno ogni 2 mesi di farmi ordinare dal medico le pastiglie di “omeprazolo”. Con il Dr. Wolf ero costretto ad andare in ambulatorio, attendere il mio turno, e farmi redigere la ricetta.
Ora potrò scegliere: telefonata alla segreteria, e-mail, app. Quanto tempo risparmiato sia da parte mia che da parte del medico!

Di contro c’è che il Dr. Wolf era un medico di esperienza, laddove la Dr.ssa Wig è giovane, ed oltretutto conosceva me e la famiglia in modo perfetto. E’ sempre stato scrupoloso, non ha mai sottovalutato nessuna situazione, e quando il Figlio si beccò la polmonite all’estero fu per noi di grandissimo aiuto.
La Dr.ssa Wig sarà altrettanto brava e scrupolosa?

Durante il primo incontro, per fare reciproca conoscenza, mi ha fatto una buona impressione, ma ovviamente la nostra valutazione sarà più precisa quando avremo bisogno delle sue competenze e delle sue prestazioni.
Come promemoria mi ha lasciato un foglio dove vengono riassunti gli orari e le modalità di comunicazione.
La cosa simpatica è che nel foglio parla di sé stessa in terza persona definendosi “la medica”.

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Il meglio di noi stessi

Nella vita bisogna dare sempre il meglio di noi stessi: solo così non avremo mai alcun rimpianto.

Se in una gara di atletica arrivi 4° fuori dal podio senza vincere alcuna medaglia, ma contemporaneamente fai il tuo record personale, devi essere comunque soddisfatto, no?

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Saturday Pop. Lana Del Rey: “Summertime Sadness”

Il primo album di Lana Del Ray, dal titolo omonimo, era passato quasi inosservato anche per problemi di budget e di distribuzione. Correva l’anno 2010.
La cantante americana tuttavia non si fece scoraggiare da questo passo falso e 2 anni dopo si ripresentò con l’album “Born to Die”, che vendette più di 12 milioni di copie raggiungendo il 1° posto in Germania, Francia, UK, Australia, il 2° posto negli USA, ed i primissimi posti un po’ ovunque.
I primi singoli pubblicati (“Video Games”, “Born to Die”, “Blue Jeans”) l’avevano fatta conoscere al grande pubblico, ma la vera esplosione di successo e di vendite si ebbe con la bellissima “Summertime Sadness”.

La canzone, originariamente un lento, pone un parallelismo tra la malinconia di fine estate (quando si pensa ai bei momenti vissuti in modo spensierato) e la fine di una storia d’amore (in questo caso un amore di natura omosessuale), quando ci si rende conto della impossibilità di vivere con la persona amata.

“Kiss me hard before you go
-Summertime sadness-
I just wanted you to know
That baby you’re the best”

Ispirate, sia la canzone che il video, al film “Thelma & Louise”, alla fine le due amanti si suicidano gettandosi da un burrone, consapevoli che i bei momenti passati insieme non potranno mai più tornare indietro ed essere rivissuti.

“Got my bad baby by my heavenly side
I know if I go, I’ll die happy tonight”

Una canzone che è stata recepita in modo molto positivo non solo dal pubblico, ma anche dalla critica musicale.
Anche il video, che è diretto da Spencer Susser il quale racconta il triste epilogo della vita delle due amanti utilizzando la tecnica del flashback e le tonalità “seppia”, ebbe ottime recensioni e contribuì in modo determinante al successo del brano.

Lana Del Rey
Summertime Sadness
CD singolo
Anno: 2012
Casa discografica: Vertigo
Numero di catalogo: 06025 3710263 1

1 Summertime Sadness (Radio Mix)
2 Summertime Sadness

Un anno dopo, primavera 2013, al DJ francese Cedric Gervais viene chiesto di remixare il brano di Lana Del Rey. Il risultato, molto dance, non convince inizialmente la casa discografica, che decide di non pubblicarlo.
Ma Cedric Gervais, convinto di aver fatto un ottimo lavoro, lo pubblica on-line sulla piattaforma Beatport, raggiungendo in pochi giorni il 1° posto, e da qui la decisione di molti colleghi di metterlo in onda alla radio e farlo suonare in discoteca.
Il remix ottiene un successo assoluto facendo ricredere la casa discografica, che decide di ri-pubblicare “Summertime Sadness” con il sottotitolo “Cedric Gervais Remix”.
Il brano ritorna in classifica, nuovamente ai primissimi posti ed anzi migliorando le posizioni raggiunte dal singolo originale (quello non remixato).
Cedric Gervais, dal canto suo, vince il “Grammy” come “miglior remix dell’anno”.

Lana Del Rey
Summertime Sadness (Cedric Gervais Remix)
CD singolo promozionale
Anno: 2013
Casa discografica: Universal

Summertime Sadness (Cedric Gervais Remix)

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