Quando prestai i miei dischi

Sono sempre stato geloso delle mie cose, in particolar modo dei miei dischi, specialmente quelli in vinile. E ne ho parecchi.
Già di mio li tratto con mille cure ed attenzioni, e di fatto non li ho mai prestati a nessuno, tranne quando mi invaghii di Stefania.

Stefania era una ragazza carina ed educata, con le curve giuste al posto giusto.
Ed io adoro le curve, per capirsi.
Ed a lei piaceva la musica che io ascoltavo, cosicché quando andai a trovarla a casa sua portai con me un campionario di dischi da ascoltare sul suo stereo di casa. Alla fine lei mi chiese di “prestarglieli” per qualche giorno, per poterseli duplicare su cassetta (correva l’anno 1987, più o meno).
Acconsentii.
Come avrei potuto dire di no a Stefania, carina, educata e con le curve giuste al posto giusto?

Fatto sta che, purtroppo, iniziammo a vederci sempre più di rado, e lei tergiversava sul fatto di restituirmi i dischi, se non ricordo male almeno una decina.
Piano piano iniziai a pensare sempre meno alle “curve”, e sempre più ai dischi. Dovevo farmeli restituire a tutti i costi.
Così un giorno, esasperato, mi presentai di sorpresa a casa sua trovando suo fratello. Gli dissi che ero d’accordo per riprendermi i dischi, lui mi fece entrare e mi aiutò a trovarli. Erano tutti in camera di Stefania, in ordine.
Io li presi e me li portai a casa senza più pensare alle “curve” della pur bella Stefania.


Dischi e curve, due mie grandi passioni

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Carnivori o no?

Volenti o nolenti l’uomo si ciba di carne animale sin dai tempi dell’età della pietra, le pitture rupestri confermano i momenti di caccia e di uccisione degli animali.
Oggigiorno la scelta se cibarsi di carne oppure no si pone tuttavia anche su un piano etico ed ambientale, cosa che invece non accadeva in passato.
Una risposta univoca sull’essere o meno carnivori/vegetariani/vegani non esiste, se non nelle scelte personali, autonome e consapevoli di ognuno di noi.



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Saturday Pop. Prince: “Sign “O” The Times”

Eclettico polistrumentista, per questo brano Prince modifica le proprie abitudini musicali ed abbraccia il sintetizzatore Fairlight del quale utilizza i suoni e gli effetti pre-programmati, senza neppure crearne di nuovi. Ne nasce questo brano altamente elettronico, cui viene aggiunto a livello sonoro solamente un riff di chitarra.
Si potrebbe pensare ad una canzone asettica e poco profonda, ma il risultato è tutt’altro.
Sign “O” The Times è pur vero che si distingue a livello strumentale dalle precedenti composizioni di Prince, ma l’atmosfera del brano mostra un connubio tra elettronica e venature blues/r’n’b assolutamente non banale.
Nel testo, anch’esso tutt’altro che banale, Prince tratta alcuni problemi e tematiche molto attuali nel 1987, anno di pubblicazione del brano: AIDS, violenza metropolitana, droga, il disastro dello Shuttle.
La critica musicale rende onore a Sign “O” The Times, e da più parti il brano viene classificato come migliore canzone dell’anno.
Contribuisce al successo anche il video.
Prince, notoriamente volubile, afferma che non comparirà mai più nei suoi video musicali (ovviamente si rimangerà le parole in breve tempo) e il video di Sign “O” The Times vede scorrere il testo del brano, facilitandone tra l’altro la memorizzazione.
Sign “O” The Times è la canzone che mi ha fatto definitivamente innamorare, musicalmente parlando, di questo straordinario artista.

Prince
Sign O’ The Times
7″
Anno: 1987
Etichetta: Paisley Park
Codice: W8399

A Sign “O” The Times
B La, La, La, He, He, Hee

10

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Il Terzo Gemello

Due individui identici, fatti nascere mediante clonazione, possiedono lo stesso identico patrimonio genetico e la stessa fisionomia.
Se vengono fatti crescere in due ambienti differenti, essi svilupperanno personalità e comportamenti differenti? Oppure sarà il DNA a determinare la loro identicità anche a livello di personalità e di comportamento?

Attorno a questa domanda ruota la ricerca della Dr.ssa Ferrami, che mentre studia coppie di gemelli omozigoti separati alla nascita si imbatte per puro caso in due individui identici tra loro ma non imparentati.
Il dubbio di una clonazione clandestina porta a galla una verità scomoda che verrà contrastata in ogni modo da chi ha interesse a mettere a tacere quanto accaduto più di venti anni prima.

Un ottimo Ken Follett per un romanzo dove l’epilogo è tutt’altro che scontato, e dove la domanda iniziale troverà a fatica una risposta:
più importante il DNA o l’educazione per determinare personalità e comportamento delle persone?

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Una dieta indesiderata

In Venezuela la nuova moneta utilizzata dal 20 agosto è il “Bolìvar Soberano” (VES) che ha sostitito il precedente “Bolìvar Fuerte” (VEF).
Il motivo di questa sostituzione è da ricercare nella iperinflazione della moneta venezuelana, tant’è che il tasso di cambio è stato posto a
1 VES = 100mila VEF

Il tasso di inflazione in Venezuela ha toccato nel 2014 il 69% annuo, il più alto del mondo.
Nel 2015 fu del 181%
Nel 2016 fu del 800%
Nel 2017 fu del 4000%
Nei primi mesi del 2018 è stato del 488000% (avete letto bene, quattrocentoottantaottomila per cento)
Questa iperinflazione negli ultimi 100 anni può essere solo paragonabile a quella tedesca degli anni ’20 del secolo scorso, o a quella dello Zimbabwe di 10 anni fa.

Al giorno d’oggi oltre il 90% della popolazione venezuelana vive sotto la soglia di povertà, ed oltre il 50% di essa non ha la disponibilità per i minimi beni di sopravvivenza.
Uno studio della “ENCOVI” (Encuesta sobre Condiciones de Vida) ha evidenziato che il 75% della popolazione ha perso mediamente 8,7 Kg di peso a causa di malnutrizione e carenza di sostanze nutritive.

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Quella volta che… la Y10 spinta a mano

La prima automobile “tutta mia” fu una Y10 color ‘oro’, regalatami da mio padre nel lontano 1991.
Si trattava di un’auto usata, ma in buone condizioni, ed io la trattavo come fosse il mio bene più prezioso.

Nel 1993, lasciato di punto in bianco dalla morosa, mi creai una nuova cerchia di amicizie composta principalmente da ragazzi e ragazze universitari.
Un forte legame nacque con Alessia (che veniva dalla Sardegna) e Grazia (Sicilia), che abitavano ad un paio di Km da casa mia.

Una domenica sera andammo tutti e 3 in centro a Padova, ma dopo la pizza al momento di tornare a casa la mia Y10 si rifiutò di partire.
La batteria dell’auto già da alcuni giorni sembrava si stesse scaricando, quella sera decise di lasciarci definitivamente a piedi.
A quel punto bisognava spingere la Y10 per tentare di rimetterla in moto, ma né Grazia né Alessia avevano la patente (ed ero titubante a metterle al volante), ma entrambe mingherline loro non erano neppure adatte a spingere l’auto.
Decidemmo così: Grazia a bordo con le mani sul volante, marcia in folle, portiera aperta. Alessia spingeva all’altezza della portiera stando vicina a Grazia, io spingevo la Y10 da dietro. Avemmo fortuna, l’auto con una breve spinta si mise in moto, se non fosse che la strada era in leggera pendenza e benché in ‘folle’ iniziò a prendere una leggera velocità.
Alessia ebbe la prontezza di chiudere la portiera, Grazia (che si trovava al posto di guida) si fece prendere dal panico ed iniziò a gridare.
Correndo aprii la portiera di destra e in qualche modo riuscii a fermare l’auto mantenendo il motore acceso, Alessia rideva come una pazza, Grazia gridava dalla paura. La facemmo scendere e la rincuorammo un po’, e lei ammise non solo di non avere la patente, ma di non essere neppure maggiorenne: aveva ancora 17 anni, ma avendo fatto la “primina” si trovava iscritta all’università senza avere ancora compiuto i 18 anni.

Tutto finì nel migliore dei modi.
L’amicizia con Alessia e Grazia durò tantissimi anni, poi loro si laurearono, cambiarono città e si sposarono, e piano piano ci perdemmo di vista.

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Videofluoroscopia della deglutizione

Qualche lettore forse ricorda che soffro di disfagia.
Mentre mangio, in modo del tutto improvviso, ad un certo punto il cibo mi si ferma nell’esofago e non scende più. Questo è dovuto ad un irrigidimento delle pareti esofagee, ed in quel momento nemmeno la saliva riesce a scendere direzione stomaco.
Questi attacchi sono dolorosissimi a livello toracico, e solo dopo alcuni minuti di respiri profondi e di forzato rilassamento l’esofago riprende la sua normale attività.

Esistono varie cause per la disfagia:
– scarsa salivazione
– diverticoli nell’esofago
– gozzo (aumento della tiroide che preme sulle pareti esofagee)
– stress ed ansia

Ecco, io (in accordo con lo psicologo) sono sempre stato convinto che il mio problema sia legato allo stress ed all’ansia e proprio stress ed ansia mi hanno negli anni causato numerosi problemi (attacchi di panico e psoriasi, per esempio).
Tuttavia, per essere certi che la mia disfagia sia dovuta allo stress ed all’ansia, è opportuno escludere ogni possibile causa di natura fisica.
Proprio per questo motivo a settembre mi sono sottoposto a gastroscopia, che mi ha evidenziato alcuni problemi legati al reflusso ma senza trovare nulla a livello di esofago.

Dopo la gastroscopia adesso è toccato alla “videofluoroscopia della deglutizione”.
Mi sono bevuto per ben 6 volte alcuni beveroni, alcuni di sapore disgustoso, altri molti viscosi e granulosi.
Ognuno di questi liquidi conteneva anche una soluzione di contrasto che ha permesso la registrazione video delle mie deglutizioni, con il passaggio dei liquidi dal cavo orale verso l’esofago attraverso l’epiglottide, e poi via via fino allo stomaco.
Ebbene: non ho nessun problema neppure minimo di alcun tipo.

Quindi, dopo la gastroscopia e dopo questo studio della deglutizione, penso che non ci possano essere più dubbi riguardo la natura ansiosa della mia disfagia.
Ora, con calma, mi organizzo per incontrare nuovamente lo psicologo.
Non ho troppa fretta, per fortuna i miei casi di disfagia si sono diradati, e di dolorosi quest’anno ne ho avuti solo un paio.

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Giulio

Ho conosciuto Giulio 13 anni fa, quando è venuto ad abitare vicino a casa mia.
Aveva 3 anni, e già allora dimostrava un comportamento imperturbabile. Non litigava con gli altri gatti del vicinato, li osservava quasi dall’alto in basso passando in mezzo a loro con passo regale. Non l’ho mai visto correre, tirare fuori gli artigli, soffiare, litigare.
Quasi un re.
Ogni tanto, a passo lento, si allontanava da casa preoccupando Francesca che usciva a cercarlo di notte con la torcia.
Poi, dopo qualche giorno, tornava altrettanto lentamente a casa come non fosse successo nulla.
Francesca lo malediceva, ma contemporaneamente lo accarezzava ringraziando il cielo.
Giulio nella piena maturità è diventato un micione grosso, ma non obeso. Ha sempre mantenuto un passo regale, controllando fieramente quanto avvenisse nel vicinato.

Un paio di anni fa si è ammalato e Francesca, in pensione dopo una vita da infermiera, ha ripreso in mano la siringa per le quotidiane punture al coraggioso Giulio.
Ad inizio anno è comparsa una sospetta osteoporosi che poi si è dimostrata essere un tumore osseo.
Giulio ha iniziato a perdere peso e a non allontanarsi più da casa, perché il camminare era divenuto sempre più difficoltoso.
Andavo a trovare Francesca senza celare il mio interesse per lo stato di salute di Giulio.
Quante carezze gli ho donato, con quanti baci l’ho ricoperto! Mi è sempre parso leggere un grazie nei suoi occhi sofferenti.
Ora non si muoveva più, gli arti inferiori completamente inutilizzabili, il corpo consumato dal male, Giulio era magrissimo.

L’ultima volta che l’ho visto ero certo dentro di me sarebbe stata l’ultima.
L’ho baciato in testa non so quante volte, avevo le lacrime agli occhi.
L’ho chiamato per nome più volte, le sue fusa sono state il suo ultimo regalo.

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Battuta pronta

Ho comperato al supermercato una carta igienica spiritosa con alcune parole stampate sopra.

Figlio (16 anni, dal bagno, con stupore, ad alta voce):
“Papà, come mai hai comperato una carta igienica piena di scritte?”

Io (49 anni, dal corridoio, con prontezza, ad alta voce):
“Così almeno leggi la carta igienica, dato che di libri non ne leggi neppure uno!”


Anche la carta igienica “sudoku” non è male

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Saturday Pop. R.E.M.: “Man On The Moon”

Andy Kaufman fu un famoso attore comico statunitense, anche se lui preferiva definirsi ‘intrattenitore’.
Bravo a cantare e nelle imitazioni, dalla battuta pronta, creò diversi personaggi fittizi (“lo Straniero”, “Latka Gravas”, “Tony Clifton”) vere e proprie ‘macchiette’ amate dal pubblico sia televisivo che di teatro.
Non era facile seguire le sue performances: ad un pubblico che gli chiedeva di interpretare “Latka Gravas” rispose leggendo un libro per tutta la durata dello spettacolo, finse la morte di uno spettatore durante una serata di teatro, in una occasione invitò tutti gli spettatori a bere latte e biscotti alla fine della serata, in un’altra occasione al termine dello spettacolo disse che la performance sarebbe continuata su un traghetto, partecipò numerose volte ai famosi show televisivi (David Letterman, Fridays, Saturday Night Live), spesso scandalizzando il pubblico con battute poco convenzionali ed atteggiamenti provocatori.

Andy Kaufman parlò spesso del fatto che avrebbe finto di morire per poi ritornare dopo 20 anni, in altre occasioni disse che avrebbe fatto una plastica facciale totale per non essere più riconosciuto, altre volte affermò che sarebbe semplicemente scappato.
Per tutti questi motivi quando morì nel 1984 a soli 35 anni per un tumore ai polmoni in pochi credettero fosse vero, anche perché Andy non era un fumatore.

I R.E.M. nel 1992 dedicarono a questo straordinario personaggio la canzone “Man On The Moon”, che nel testo conteneva numerosi riferimenti alla sua vita, tra cui la sua bravura nell’imitare Elvis Presley.
Il titolo “Uomo sulla luna” si basa sulle teorie complottiste che negano lo sbarco dell’uomo sulla Luna, ed in un certo modo si legano alle teorie negazioniste della morte di Kaufman, che si ritenne per molto tempo essere ancora in vita da qualche parte.

Questo dolce e malinconico brano ispirò il regista Miloš Forman per un film biografico sulla figura di Andy Kaufman, che intitolò appunto “Man On The Moon”, e che vide un magnifico Jim Carrey nei panni del protagonista.
Un brano da ascoltare e riascoltare, un film da vedere e rivedere.

R.E.M.
Man On The Moon
7″
Anno 1992
Etichetta: Warner
Codice: 5439-18656-7

A Man On The Moon (Edit)
B Turn You Inside-Out (LP Version)

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