Bandiere del mondo. Post 4 di 5: bandiere armate

In modo abbastanza bizzarro, ci sono nel mondo alcune bandiere che rappresentano al loro interno delle armi, talvolta in modo molto poco pacifico.
Ecco dunque che la bandiera della Arabia Saudita presenta al suo interno una spada, in quella dell’Oman abbiamo pugnale e spade, per lo Swaziland abbiamo le tradizionali lance, in Angola abbiamo il machete, la bandiera di Haiti ha alcuni cannoni, il guerrigliero Guatemala ha nella bandiera fucili e spade.

Arabia Saudita
Oman
Swaziland
Angola
Haiti
Guatemala

Ma il premio speciale va al Mozambico che nella bandiera presenta addirittura un fucile d’assalto AK-47. Complimenti!

Mozambico

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Bandiere del mondo. Post 3 di 5: bandiere floreali e faunistiche

Molte sono nel mondo le bandiere con all’interno rappresentazioni legate alla flora e alla fauna del territorio, talvolta con richiami mitologici.
Ci sono bandiere con rappresentazioni botaniche: Canada (foglia d’acero), Libano (cedro), Calmucchia e Macao (fiore di loto), Guinea Equatoriale (albero di cotone), Guam (palma).

Calmucchia
 Guinea Equatoriale

Molte di più sono le bandiere con richiami ad animali veri o mitologici.
A semplice titolo esemplificativo ecco le nazioni e (tra parentesi) l’animale raffigurato nella propria bandiera: Sri Lanka e Bermuda (leone), Bhutan e Galles (drago), Egitto, Messico, Isole Vergini Americane, Samoa Americane, Moldavia e Zambia (aquila), Uganda (gru), Isole Cayman (tartaruga), Isole Falkland (pecora), Papua Nuova Guinea (uccello del paradiso), Ecuador (condor), Kiribati (fregata), Dominica (pappagallo), Martinica (serpenti), Zimbabwe (uccello generico), Albania, Serbia, Montenegro e Repubblica Popolare di Doneck (aquila a due teste), Regno di Jaffna (toro), Vallonia (gallo).

 Bhutan
 Papua Nuova Guinea
 Kiribati
 Dominica

Una vera Arca di Noè.

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Bandiere del mondo. Post 2 di 5: bandiere particolari

La maggior parte delle bandiere del mondo hanno forme e colori molto tradizionali, in qualche modo legate alla storia ed alla geografia della nazione stessa. Esistono tuttavia anche bandiere che non esiterei a descrivere come ‘particolari’.
Tra di esse citerei innanzitutto due bandiere ‘eccentriche’ nel senso che il simbolo rotondo non è posizionato esattamente al centro della bandiera ma leggermente a lato: Bangladesh e Palau.

L’idea è che il cerchio centrale delle due bandiere possa apparire perfettamente in centro mentre le bandiere sventolano.

Abbiamo poi bandiere con rappresentati all’interno i confini della nazione stessa: Cipro, Kosovo e la regione russa della Sakhalin Oblast:


Infine tra le bandiere ‘particolari’ (anche se non strettamente nazionali) inserirei quelle a “tre gambe”: Isola di Man e Regione Sicilia

Se dico che sono brutte si offende qualcuno?

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Bandiere del mondo. Post 1 di 5: forme strane

Noi siamo abituati a veder sventolare la nostra bandiera, il nostro tricolore.
A parte i ben noti colori, la sua forma rettangolare ci appare armoniosa, con i lati in proporzione 2:3

Ma non tutte le bandiere nazionali hanno la stessa forma rettangolare ed armoniosa.
Innanzitutto vi sono bandiere quadrate: Svizzera, Città del Vaticano, Rhode Island (stato degli USA)

Poi vi sono alcune bandiere “quasi” quadrate.
La bandiera del Niger ha proporzione 6:7

La bandiera del Belgio ha la strana proporzione 13:15

Poi vi sono bandiere nazionali “allungate” tipo quella del Qatar che ha proporzione 11:28

Ci sono anche parecchie bandiere dalla proporzione 1:2 e dunque un po’ meno schiacciate della precedente (tra esse Nigeria, Irlanda e Malesia)

Abbiamo anche le bandiere con le frange, come quella del Veneto (attuale) o della antica Repubblica di Venezia

Infine vi sono bandiere che non sono né quadrate né rettangolari, come quella del Nepal

o quella dello stato americano dell’Ohio

Come vedete, ve n’è per tutti i gusti.

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Dall’Irlanda

Tipiche bellezze irlandesi.
Se non tornerò più a casa capirete il motivo.

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Partenza

Oggi parto per l’Irlanda, due settimane di vacanza in giro per l’isola.

Quando mi sposai nel 2001 l’Irlanda fu la prima meta che considerammo per il viaggio di nozze, ma poi decidemmo di andare a Creta per una luna di miele più tranquilla. Il tour dell’Irlanda dunque rimase lì, e complice la nascita del figlio non prendemmo più in considerazione di fare una vacanza “on the road” perché poco pratica, attendendo la crescita del figlio.
Ora il figlio è cresciuto, per cui finalmente potremo vedere il verde irlandese da vicino.
Il clima sarà fresco e umido, ma l’unica vera preoccupazione riguarderà il guidare a sinistra con un’auto con marce automatiche. Dovrò adattarmi in breve tempo, senza rischiare di tirar sotto nessun essere umano e nessuna pecora.

Nelle prossime settimane, per non lasciare il blog orfano di contenuti, ho programmato alcuni post riguardo quattro argomenti che reputo interessanti. Leggerete dunque di “bandiere del mondo”, di “videogiochi di avventura vintage”, di aspetti magari poco noti riguardanti la mia città (Padova) ed infine di “aeroporti particolari”.
Spero che questi argomenti possano risultare interessanti anche per voi, ci risentiamo al mio rientro.

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Saturday Pop. The Shamen: Move Any Mountain

Il gruppo elettronico di dance music The Shamen iniziò ad avere successo quando il leader e fondatore della band, Colin Angus, formò un duo con Will Sinnott abbandonando di fatto i precedenti musicisti e collaboratori.
Basta chitarre, via libera a tastiere, campionamenti e ritmi dance.
Il brano “Move Any Mountain”, contenuto nel 3° album del gruppo, fu il primo brano degli Shamen ad entrare nella Top 10 in UK, e l’unico ad entrare in classifica anche negli USA. Un successo per certi versi inaspettato, che indusse Colin e Will a girare un video promozionale nell’isola di Tenerife (Canarie) per il beneficio dei canali tematici musicali quali MTV e Videomusic.

Al termine delle riprese, purtroppo, Will (vocalist del gruppo) perse la vita per annegamento nella vicina isola di La Gomera.
“Move Any Mountain” continuò ad avere successo, e Colin – rimasto solo – dopo un periodo di riflessione per la perdita dell’amico decise di dare una svolta alla vita della band includendo nel gruppo il rapper Mr C e la vocalist Victoria Wilson-James, proseguendo tuttavia nelle musicalità elettroniche.

The Shamen
Move Any Mountain
12″
anno: 1991
Etichetta: One Little Indian ‎
Codice: 52TP12

A1 Move Any Mountain (Landslide)
A2 Move Any Mountain (Devil)
B1 Move Any Mountain (Rude)
B2 Move Any Mountain (I.R.P. In The Land Of Oz)

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Russian Regional Flags (bandiere regionali russe)

Uno dei libri cui sono maggiormente affezionato me lo portò Babbo Natale su precisa richiesta tramite letterina.
Si tratta di un libro sulle bandiere del mondo, che dopo 40 anni non solo occupa un posto d’onore sulla mia libreria ma che ancora sfoglio di tanto in tanto.

Per qualche strano motivo la vessillologia mi ha sempre interessato: i colori ed i simboli ritratti nelle bandiere hanno significati ben precisi spesso radicati nella storia ma anche nella geografia della nazione stessa, ed a me ha sempre interessato capirli.

Il libro “Russian Regional Flags” (scritto in inglese) fa luce su tutte le bandiere delle regioni e provincie autonome che compongono l’attuale Federazione Russa, dando spiegazioni tecniche sulla forma delle bandiere ma ancor più sui significati storici, politici, culturali, religiosi e geografici di ognuna di esse.
E’ un bel percorso per chi come me si interessa della materia, ed è molto interessante il lungo capitolo introduttivo dove si parla della geografia della Federazione Russa, della sua storia, della sua elaborata suddivisione amministrativa, per far capire meglio al lettore i motivi per cui le bandiere sono state adottate con certi determinati colori e con certi precisi simboli.

Ho trovato tuttavia una pecca al libro.
E’ pur vero che questa pubblicazione si focalizza sulle bandiere, ma gli “stemmi” di ogni unità amministrativa non sono meno importanti: non solo essi sono stampati nel libro al fianco di ogni bandiera, ma anzi spesso le bandiere stesse includono al loro interno lo stemma. Ebbene, mentre di ogni bandiera ne vengono spiegati accuratamente i significati, gli stemmi vengono quasi sempre snobbati e la loro simbologia rimane spesso misteriosa
o lasciata all’intuito del lettore.
Spiegare la simbologia legata agli stemmi avrebbe dato all’opera un senso di completezza che invece così viene a mancare.


Esempio:viene spiegato il significato dei colori utilizzati nella bandiera, le loro proporzioni (blu 3/4 dell’altezza della bandiera, bianco e rosso 1/16, verde 1/8), le dimensioni del sole bianco e la sua simbologia, ma non viene detto nulla riguardo lo stemma, riguardo il cavaliere in esso rappresentato e la bandiera che tiene in mano.

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Fine corso

Ho terminato il corso di inglese.
Mi è stato utile da numerosi punti di vista.

Innanzitutto, ovviamente, per migliorare il mio approccio alla lingua. Il livello “intermediate plus” era parecchio elevato per i miei standard, ma mi sono accorto di potermi meritare questo livello perché comunque ho una discreta padronanza della grammatica e del vocabolario. Le lacune nel listening/comprehension rimarranno, ma ho fatto notevoli progressi.

Ma il corso mi è stato utile anche per altri motivi.
– Per distrarmi un po’, dato che da parecchio tempo desideravo fare qualcosa di differente rispetto alle ordinarie attività quotidiane
– Per conoscere nuove persone, e qui devo dire di essere stato parecchio fortunato. I compagni e le compagne di corso (età 25 – 60) si sono dimostrati simpatici ed affabili, con il colpo di fortuna (da bravo maschietto non potevo non notarlo) di avere le 3 ragazze più giovani del corso una più bella dell’altra. Il ché non ha guastato affatto
– Ma l’utilità maggiore del corso, forse, è stata quella di mettermi un po’ alla prova. Io sono timido di natura ed introverso, e parlare con persone che non conosci, di argomenti ‘random’, e per giunta in inglese, all’inizio mi appariva un muro invalicabile. Ed invece ci sono riuscito, grazie alla loro genuina umanità ed alla bravura della docente

Un corso che mi spiace si sia concluso.

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Citazioni musicali. Depeche Mode: Walking In My Shoes

“Now I’m not looking for absolution
Forgiveness for the things I do
But before you come to any conclusions
Try walking in my shoes”

Conosco le mie debolezze e le mie paure. Ho i miei limiti, ho cercato di superarli non sempre riuscendoci.
Ho anche sbagliato molto.
Con tutti.
Con i miei genitori, con mia moglie, con mio figlio.
Con me stesso.

Ma ogni errore che ho compiuto ha una sua spiegazione: avevo paura di affrontare la realtà, temevo di fare brutta figura, ho evitato le mie responsabilità, ho ceduto alle mie debolezze.
Non potevo fare a meno di sbagliare.
Prima di giudicarmi, prova a metterti nei miei panni.

“Ora non sto cercando l’assoluzione
Il perdono per le cose che faccio
Ma prima che tu arrivi a qualsiasi conclusione
Prova a metterti nei miei panni”

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