Citazione musicale. The Prodigy: Invaders Must Die

“Invaders must die”

Stiamo vivendo in un’epoca in cui, a quasi 30 anni dall’abbattimento del muro di Berlino, molte persone vorrebbero costruire altri muri.
Il muro tra USA e Messico, già parzialmente esistente, qualcuno vuole che venga esteso lungo tutto il confine tra le due Nazioni. Ma altri muri potrebbero essere innalzati, anche metaforicamente, per respingere i migranti, per respingere le persone non gradite, per respingere tutti coloro che vediamo come invasori. Invasori che vengono per delinquere, per rubarci il lavoro, per derubarci, o anche solo per infrangere le nostre regole.
O magari l’invasore è solo una persona che ha bisogno di aiuto?
Ci sono punti di vista opposti: accoglierli? Respingerli?
La canzone dei Prodigy non si riferisce alle persone, ovviamente, anche se a parole qualcuno vorrebbe davvero imbracciare un fucile contro l’invasore di turno.

“Gli invasori devono morire”

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18 risposte a Citazione musicale. The Prodigy: Invaders Must Die

  1. lali1605 ha detto:

    Io ai tempi della mia politica avevo una mia teoria. Diciamo che la situazione migrante è complessa. In tunisia ai tempi che furono noi italiani dovevamo adattarci a loro. Negli States mi hanno controllato anche la punta dei

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  2. lali1605 ha detto:

    Scusa mi è partito il commento dal cellulare. Anche la punta dei piedi. Io sono dell’idea che non bisogna alzare muri ma fare patti politici di non flussi entranti alla cavolo e parlo per tutti i paesi. Conta che la Germania ci odia ma ha decisamente una burocrazia d’accoglienza migliore della nostra. Noi siamo sempre stati il bel paese mai e poi mai saremo pronti ad un’integrazione seria e costruttiva. Ma il
    Discorso è molto complesso. Che magari continuerò via mail.

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    • kikkakonekka ha detto:

      Per conformazione geografica l’Italia è perfetta per i migranti.
      Il problema è politico: il migrante arriva, io gli do da mangiare, lo lavo, lo curo, gli dò dei vestiti puliti e DOPO lo rimpatrio.
      No che me lo tengo all’infinito.
      E poi ci vorrebbero accordi seri con la Libia, visto che arrivano tutti da lì.

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      • lali1605 ha detto:

        Allora io ti parlo per esperienza politica…dunque non ti scandalizzare però. Ero parte del primo movimento lega NORD, non so nemmeno bene cosa ci facessi li dentro, ma ero lì per motivi anche amministrativi locali. Ero lì con la mia testa e non con la loro. Ti ho anche detto che ho aiutato due anni un politico abbastanza rilevante. Intorno al 2008-2009 circa Maroni aveva fatto dei patti con la Tunisia e a memoria mi pare anche con la Libia. Vi aiutiamo ma restate lì. Il fatto che Prodi abbia detto che Gheddafi lo minacciasse con i barconi…non è affatto da credere. Non siamo capaci di fare una politica estera seria ed efficace.
        nel 2009 scrivevo questo…
        Se all’Alto commissariato per i rifugiati la nuova politica dell’Italia non sta bene pazienza, ci metta i carri armati contro. Oppure schieri nel Mediterraneo la Marina e apra il fuoco contro i nostri: in fondo non deve essere così grave visto che alla Spagna e alla Grecia glielo fecero fare e nessun burocrate della pietà aprì bocca. L’Italia non ha più intenzione di subire passivamente una politica di ingressi dettata dai nuovi schiavisti, da chi cioè si fa pagare somme assai ingenti per un viaggio in condizioni disumane. Dovremo accettare che siano loro a dare le carte? No, grazie. Certo, ci sono anche i rifugiati politici e a costoro va data tutta la protezione sancita dal diritto internazionale. Però non va negato che 1) non tutti coloro che dicono di essere rifugiati politici poi lo sono realmente. Diciamo che ci provano e lo stesso Alto commissariato ne è consapevole; 2) visto che l’Africa è una polveriera, l’Europa deve contribuire a valutare e a scremare le domande in loco, altrimenti ognuno si norma come meglio può.
        Questione di sovranità.
        L’Italia ha tutto il diritto di stringere i bulloni e cambiar politica. Rientra nella titolarità di una sovranità che, per quanto spezzettata tra Europa, Onu, Nato e Terra dei Gormiti, ancora abbiamo. Se lo mettano in testa i burocrati del buonismo internazionale, ai quali consigliamo di aprire gli occhi laddove i diritti umani sono davvero calpestati. In Italia – è noto – siamo brava gente. Forse solo stufa di esser presa per i fondelli.

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      • gaberricci ha detto:

        E i richiedenti asilo, per dire? Queste soluzioni semplici hanno il difetto di ignorare che l’immigrazione è un problema complesso. Cosa spinge una persona a rischiare la vita per tentare di arrivare in Italia? Il desiderio di andare a delinquere? Via, ci sarebbero modi più performanti. Quando si parla di “regolarizzare i flussi” si parte dall’idea che l’emigrazione sia come il turismo: vai al tuo ufficio, prendi il visto, poi parti. Da paesi che magari (e a volte anche per colpa nostra) non hanno nemmeno più l’ufficio anagrafe.

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        • kikkakonekka ha detto:

          E’ vero, ma quanti saranno in percentuale i richiedenti asilio? E quanti tra essi che ne hanno effettivo bisogno? E poi, le direttive UE prevederebbero una equa distribuzione dei richiedenti asilo, e questo non accade.
          IO sono per l’aiutare tutti, ci mancherebbe, ma con una equa distribuzione degli oneri ed una soluzione a monte del problema.

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          • gaberricci ha detto:

            Se non c’è l’equa distribuzione dei richiedenti asilo, è perché per un trattato europeo (di Dublino, mi pare) i richiedenti asilo sono obbligati a fare richiesta nel primo paese UE in cui sbarcano (o, per meglio dire, in cui vengono identificati). L’Italia fu tra i promotori di quell’accordo perché, ai tempi in cui fu sottoscritto, i richiedenti asilo provenivano in gran parte dai paesi dell’ex blocco sovietico, e si riversavano, quindi, nei paesi UE di lingua tedesca. Paghiamo il prezzo della nostra storia e della nostra grettezza, sempre ed ad ogni livello.

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  3. Erik ha detto:

    se pensi anche alla vicina austria…

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  4. I Prodigy stanno sempre bene! 🙂 Comunque, tornando un po’ seria, a me spaventa moltissimo l’idea di costruire barriere e mura che ci separino gli uni dagli altri, mi spaventa e mi disgusta.

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    • kikkakonekka ha detto:

      Siamo entrati nel 3° millennio ed ancora abbiamo bisogno di muri.
      Esistono ancora città nel mondo divise a metà, le prime che mi vengono in mente sono Gerusalemme e Nicosia.
      Troppa intolleranza e voglia di sopraffazione portano purtroppo a queste divisioni.

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  5. 76sanfermo ha detto:

    Andrea mi colpisce il tono moderato e saggio del tuo post.
    Tutti sembrano avere la soluzione a portata di mano , da chi alza i muri e inveisce contro gli invasori , a chi vorrebbe accoglierli tutti , magari nelle chiese e in Vaticano….
    In realtà dobbiamo tutti essere pieni di dubbi e preoccupazioni , consci che il mondo si muove anche a nostra insaputa , anche non seguendo le regole che farebbero comodo a noi…
    Non credo che i muri risolvano , e , personalmente , non saprei da che parte cominciare , ma l’atteggiamento di rifiuto, di primo acchito , mi fa star male….

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    • kikkakonekka ha detto:

      L’accoglienza credo sia doverosa.
      Ma, non vorrei essere additato per quello che non sono, ma nel 90% dei casi (dopo averli rifocillati, vestiti e curati) andrebbero rimpatriati. Mi spiace.
      Oppure bisognerebbe che le UE (che io non sopporto ed in cui io non credo affatto) si spartisse i migranti, mentre al momento ce li becchiamo quasi tutti noi (ora non vanno nemmno più in Grecia dato che la Turchia ha messo in piedi un sistema di controllo efficace).

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  6. indianalakota ha detto:

    I muri ci sono sempre stati,anche Pericle li aveva fatti innalzare per tenere lontani gli invasori nemici. La storia insegna che quando una nazione viene invasa chi ci rimette sono i Nativi ( vedi gli Indiani d’America,i Maori, gli Aborigeni Australiani….),ci sono scontri culturali e comunque prima o poi scoppiano guerre. Le popolazioni bisognose vanno aiutate nei loro paesi d’origine:in Africa,ad esempio,abbiamo costruito scuole,pozzi,ospedali,portato tecniche di coltivazione e allevamento. Ovviamente non tutti gli africani si sono impegnati per migliorare:molto meglio emigrare e farsi mantenere nei paesi europei! Qualcuno invece è diventato medico e aiuta la gente nel suo paese (non come la Kyenge che è venuta a rompere qui dal Congo).Certo é che non possono sempre contare sull’assistenzialismo degli altri. Ci sono quelli,poi,che vengono qui con la chiara intenzione di sottometterci! E questi vanno immediatamente respinti e rispediti a casa (in Marocco,Tunisia,Algeria,Romania,Cina,Turchia,Albania ecc. non ci sono né guerre né fame)

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    • kikkakonekka ha detto:

      Sono d’accordo. Ripeto quanto ho già scritto. I migranti vanno accolti, puliti, curati, rifocillati ma poi, nel 90% dei casi, rispediti a casa.
      I rimanenti suddivisi con le altre nazioni UE (che invece qui fanno opposizione).
      Non è che qualcosa non quadra. Qui NULLA quadra.

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  7. Papillon ha detto:

    In controtendenza faccio notare che un certo equilibrio politico è stato rotto dalla caduta del muro. il colpo di grazia è poi venuto dalla guerra del Golfo. Prendila solo come una mera constatazione, sulla quale io stesso sto riflettendo… per scovarne un nesso.

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    • kikkakonekka ha detto:

      E’ un pensiero comune. Finchè ci sono 2 blocchi che stanno ai loro posti, la situazione resta congelata staticamente e forse i rischi sono addirittura minori.
      Togliere le ‘cortine’ rende più liberi ma toglie gli equilibri.

      Un po’ come la Libia: togli il Ditattore, ed emerge un caos difficile da circoscrivere.

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