Cammino religioso

Parlando con un vicino di casa, padre di due ragazzini rispettivamente di 12 e 8 anni, abbiamo toccato il tasto ‘andare a messa’. Mi ha detto che lui lascia liberi i figli di scegliere se andare a messa o meno, e che loro preferiscono sempre starsene a casa a fare i compiti piuttosto che beccarsi la predica del prete.
Ecco, io non credo che questo sia il miglior modo di agire. Mi sembra logico che i ragazzi di quella età preferiscano rimanere a casa, ed ogni scusa diventa buona pur di non andare in chiesa. Io ritengo utile accompagnare il figlio a messa, specie per quanto mi riguarda in questo periodo di sacramenti in arrivo, per fargli ascoltare il Vangelo (per quanto possa essere compreso) e vivere la celebrazione del rito religioso con canti e preghiere.
Quando mio figlio sarà più grande, e a pieno titolo sarà in grado di comprendere e di volere, comprenderò la sua scelta di continuare ad andare a messa oppure no.
A questa età è un cammino da fare insieme, genitori e figli.

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4 risposte a Cammino religioso

  1. Francesco ha detto:

    Ciao, non la penso come te: i bambini che vanno a Messa di malavoglia perché costretti dai genitori vivono l’esperienza soltanto come un supplizio affogato in un mare di sbadigli e lacrime di noia deterse con la manica del giubbotto. Quegli stessi bambini, una volta cresciuti, eviteranno le chiese come la peste. Personalmente ritengo che ci si debba avvicinare alla religione di propria spontanea volontà, magari anche se cio’ avviene in età adulta. L’indottrinamento cattolico di bambini non ha niente della fede e dello spirito religioso, e’ solo vetusta e ridicola superstizione.

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  2. kikkakonekka ha detto:

    Ciao Francesco.
    La mia parrocchia, tra le prime in Italia, ha adottato il nuovo cammino che si chiama “iniziazione cristiana”, che nulla ha a che fare con il vecchio catechismo.
    E’ un percorso che – piano piano – verrà diffuso in tutte le parrocchie e comunità cristiane nel mondo.
    L’approccio è totalmente diverso rispetto a prima: non si imparano più a memoria i 12 apostoli, non si ripassano i miracoli di Gesù, non si recitano preghiere e comandamenti a memoria tanto per fare. Ai ragazzi vengono insegnati i valori della fede (aiutare il prossimo, avere fiducia, agire nel bene comune) e la lettura del Vangelo aiuta loro a capire il punto di vista cattolico.
    I bambini piccoli sbuffano, quelli come il mio (10-12 anni) hanno terminato il tempo dei capricci e se ne stanno buoni. I più attenti riconoscono, nella lettura del Vangelo, le parole che sono state loro spiegate antecedentemente, ed anche se portano a casa solo l’1% di insegnamento è già qualcosa. Una briciola è meglio di niente.
    Siamo tutti consapevoli (sacerdote, genitori, catechisti) che i nostri figli lentamente, dopo i sacramenti, si allontaneranno dalla Messa, ma la speranza è che quanto loro insegnato rimanga nel cuore, per un retto comportamento nella vita sociale e familiare,
    Da questo punto di vista l’andare a messa è un completamento quasi obbligatorio se finalizzato ai sacramenti (come capiterà a noi tra qualche mese).
    Questa nuova ‘iniziazione cristiana’ è una novità assoluta, dove non vi è traccia di ‘superstizione’ ma densa di esempi e di insegnamenti di comportamento.
    Poi il tempo ci darà il responso.
    Ciao e Buone Feste.

    Kikkakonekka

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  3. Zorapide ha detto:

    Il problema non è “indottrinarli”, ma accompagnarli, ossia farli sentire parte di una Compagnia.
    I miei figli vengono a messa, per ora, perché ci sono io che li “accompagno”.
    La messa è un gesto faticoso, lo sanno tutti, ma dipende sempre da ciò che sta all’orizzonte!
    Spero di essere stato chiaro.

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  4. kikkakonekka ha detto:

    Chiarissimo.
    Se ti senti di far parte di un’idea, di un gruppo, di un progetto, allora ci vai più volentieri.
    Vale per noi adulti ma anche per i ragazzi.
    Spero che, piano piano, questi piccoli semini possano dar frutto.
    Se poi non ci si riesce… almeno ci abbiamo provato.

    Ciao

    K.

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